La Soprintendenza di Salerno e Avellino, con una fitta rete di attori istituzionali, economici e sociali, accende i riflettori sul borgo abbandonato di Roscigno Vecchia.
Domani, 16 giugno si terrà un importante incontro operativo con l’obiettivo di un confronto sulla futura pianificazione strategica di iniziative mirate al rilancio culturale, sociale e territoriale del sito.
Il progetto di rilancio prevede un percorso di rigenerazione culturale delle comunità basato sull’armonia tra sviluppo economico, progresso sociale e identità locale.
“L’iniziativa – si legge in una nota – punta a rafforzare ulteriormente il ruolo del borgo di Roscigno Vecchia come museo diffuso a cielo aperto e come laboratorio permanente di sperimentazione culturale in cui possano operare, in un cammino condiviso di progettualità, promozione e rilancio, non solo le istituzioni pubbliche e private, ma anche la comunità tutta che dovrà essere sempre sensibilizzata al fine di riappropriarsi del proprio patrimonio culturale”.
In quest’ottica di recupero delle testimonianze del passato, rientra anche l’attività di ricerca che da anni interessa il sito archeologico in loc. Monte Pruno, uno dei più importanti contesti indigeni dell’entroterra campano, dove, proprio nei giorni scorsi, sono riprese le indagini di scavo archeologico, condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con la Soprintendenza, nell’ambito di una concessione di scavo rilasciata dal Ministero della Cultura.
A dare forza a queste iniziative di rilancio territoriale è anche il continuo sostegno della Fondazione Monte Pruno, da tempo al fianco dei progetti di valorizzazione culturale locale.
Ne abbiamo parlato con il sindaco Pino Palmieri.
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