ROMA – Morte Califano. Aperta la Camera Ardente. Molti giunti anche da Pagani

Il primo ad arrivare è stato Fiorello. La sua rinascita artistica ha coinciso con quella del Califfo di cui era il principale imitatore in “Stasera Pago io”. La sala del Campidoglio dov’è stata allestita la camera ardente è stata invasa dagli uomini e donne di borgata quelle che lui cantava anche se di roma non era. La famiglia del «Califfo» era originaria di Pagani. lui era nato, quasi per caso, su un aereo che stava sorvolando Tripoli il 14 settembre del 1938. Nel 2007 Califano ricevette dall’allora sindaco, Alberico Gambino la cittadinanza onoraria di Pagani. Ospite d’onore anche allo stadio per una partita della Paganese, il Califfo fece un giro di campo e poi cantò "Tutto il resto è noia" con una sciarpa biancazzurra – i colori sociali della squadra locale – sventolata durante l’esecuzione (nella foto). Più volte aveva detto di essere e sentirsi “figlio di questa città. In molti ricordano al sua ironica dichiarazioni qui ho un branco di nipoti che sono figli di questa terra e lo sono anche io. Un legame ancor più forte dopo le sue esperienze legate al carcere e ai suoi guai giudiziari legati al suo stile di vita sregolato. Uno stile di vita che lo aveva già innalzato a leggenda, emblema di quella vita spericolata e senza regole degli anni ’70 e ’80. In città si spera che i commissari comunali possano attivarsi al più pressto per rendere il giusto omaggio a questo concittadino illustre intanto già inviando il gonfalone della città ai suoi funerali previsti domani nella chiesa degli Artisti in piazza del Popolo

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