Roma: Manifestazione a difesa del tribunale di Sala Consilina

Tanti i messaggi e le lamentele lanciate nel corso della manifestazione nazionale che si è tenuta ieri a Roma. Tutte confluivano nel disagio legato a quello definito come il deterioramento della Giustizia. ANAI, OUA, FEDERMOT e tante altre sigle, avvocati magistrati e semplici cittadini non hanno voluto mancare all’appello di un evento così straordinario che si è dato appuntamento a piazza della Repubblica mentre una piccola fetta si è fermata a Piazza Montecitorio per poi partire insieme alla volta del centro di Roma inneggiando cori e inscenando la morte della Giustizia con maschere e rappresentazioni in costume. “Vogliamo la giustizia che ci è stata negata”, “La giustizia è un nostro diritto” “Ridateci indietro il tribunale” solo alcuni degli slogan sugli striscioni che hanno accompagnato questa lunga giornata. Il culmine poi nel comizio finale quando a turno hanno parlato gli esponenti dei tribunali coinvolti nella riforma della geografia giudiziaria e non solo, quelli che lamentano gravi insufficienze che conducono al deterioramento della Giustizia. Ieri era presente anche una piccolissima delegazione dal Vallo di Diano capeggiata dal sindaco Gaetano Ferrari che ha voluto far sentire la propria voce in mezzo ai 20mila manifestanti: una voce più unica che rara visto che il tribunale salese è l’unico caso in Italia ad essere stato accorpato a Lagonegro assai più piccolo e in un’altra regione appunto la Basilicata. Non hanno fatto sentire la loro assenza i tribunali di Napoli, Ottaviano, Ariano Irpino, Santa Maria Capua a Vetere solo per citare alcuni della più numerosa delegazione campana pronta a urlare allo scandalo su tanti punti della riforma. Il comizio accesissimo ha chiuso poi l’evento tanto atteso a piazza Santi Apostoli che è arrivato al culmine di tre giorni di sciopero dell’OUA. “Non abbiamo paura di far sentire le nostra urla” è stato il commento di qualche avvocato, la protesta poi si è sollevata anche dalla Sardegna e dalla Puglia coinvolta in un cambiamento non tanto epocale, dello stesso avviso sono che altri fori legali: ci crediamo molto in questa manifestazione-  hanno detto- abbiamo lo sguardo sempre dritto perché chiediamo efficienza al sistema giustizia che ci pare disonesto. Vogliamo essere vicini alla gente. Non se ne può più delle divisioni e di ogni forma di protesta.Vogliamo assemblee più concrete. E’ questa la protesta che conta e ci auguriamo che il nuovo Governo ci dia maggiore ascolto”. Si chiude così una delle manifestazioni più partecipate e sentite da tutta Italia.

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