ROMA – Cassazione, dilettante allo sbaraglio. In politica non è offesa

Dire a un politico sei “un dilettante allo sbaraglio, un turista della politica, un giocoliere della politica”, non è una offesa. Lo stabilisce la Corte di Cassazione pronunciandosi su un caso scoppiato nel 2003 fra tre esponenti politici salernitani. La Cassazione spiega che si tratta di giudizi leciti, anche se "mordaci", che mettono "in discussione non già la dignità" di una persona, ma "la professionalità nell’esercizio di un ruolo politico".
Con questa decisione la Suprema Corte ha archiviato la denuncia per diffamazione a mezzo stampa presentata nel 2003 dall’ex consigliere regionale campano, Andrea De Simone, salernitano del centrosinistra, presidente all’epoca della terza commissione agricoltura. Il politico si era sentito offeso dalle dichiarazioni del sindaco di Giffoni Valle Piana, Ugo Carpinelli (nella foto), e di Corrado Martinangelo, consigliere provinciale di Salerno, entrambi del centrosinistra, che lo avevano definito in quel modo “per aver ritardato il parere di competenza della commissione sull’approvazione del realizzando Parco regionale dei Picentini, disponendo l’audizione delle associazioni ambientaliste, al fine di assumersi i meriti dell’iniziativa e quindi a scopo di propaganda politica, mettendo così in pericolo il finanziamento della Comunità europea per quel progetto”.

In primo grado il Tribunale di Salerno, nel 2008, aveva condannato Carpinelli e Martinangelo. La Corte di Appello, invece, nel dicembre 2012, li aveva assolti ritenendo che quelle espressioni non superavano i limiti della continenza.

De Simone e il Procuratore generale della Corte salernitana avevano fatto ricorso al terzo grado di giudizio che si è concluso a favore di Carpinelli e Martinangelo.

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