Rifiuti spiaggiati: Legambiente presenta i dati dell’indagine. Situazione preoccupante ad Eboli

Centinaia di volontari in azione nell’ultimo fine settimana lungo le coste della provincia di Salerno e della Campania intera per la raccolta dei rifiuti spiaggiati di ogni genere e di tutte le forme e dimensioni: bottiglie e contenitori di plastica, tappi, polistirolo, secchi, stoviglie usa e getta, mozziconi di sigaretta e rifiuti da mancata depurazione come cotton fioc e assorbenti. Superlavoro come ogni anno in occasione della manifestazione “Spiagge e Fondali puliti – Clean-up the Med 2015” di Legambiente. 

Nell'occasione sono stati presentati i dati dell’indagine “Beach litter” realizzata e curata da Legambiente, che ha monitorato 29 spiagge italiane e tre in Campania: Pozzuoli, Pontecagnano ed Eboli, dove sono stati trovati più di 5.600 rifiuti spiaggiati. Il 73% dei rifiuti monitorati riguarda la plastica.

I dati piu' preoccupanti, secondo Legambiente, hanno riguardato la spiaggia di Eboli presso l’area protetta dunale di Legambiente, dove su un'area di 2.500 mq sono stati ritrovati migliaia di rifiuti e dove un quarto è costituito da resti plastici formati in prevalenza da seminiere in polistirolo espanso, provenienti dalle produzioni agricole della zona. A Pontecagnano foce del Tusciano su circa 8.000 mq ritrovati appena 160 rifiuti, il 25% dei rifiuti riguarda bottiglie e contenitori di plastica.

“Sono tanti i danni provocati dai rifiuti spiaggiati –spiega Antonio Gallozzi, direttore Legambiente Campania- danni che fanno male all’ambiente e alla fauna, all’economia e al turismo”.

E con spiagge Pulite Legambiente ha fotografato lo stato di salute delle coste campane e, in particolare, dei processi di erosione che minacciano il litorale.

 

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