Ravello (SA) – Il si di Brunetta tra precari e colpi di scena

Colpo di scena al matrimonio del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Il ministro avrebbe dovuto pronunciare il fatidico sì che lo ha legato alla sua Titti a Villa Rufolo di Ravello, ieri alle 19.30, ma l’annunciata presenza di precari ha consigliato di anticipare la cerimonia alla notte precedente beffando così i contestatori, una cinquantina quelli che si sono radunati ieri pomeriggio a Ravello. Un grande bluff con tanto di depistaggi congegnato ad arte o, come sostengono i più maliziosi, una ritirata dell’ultima ora dettata dalle necessità per evitare una sicura contestazione. “Una scelta – ha spiegato lo stesso Brunetta ai suoi invitati – di cui mi sono convinto mettendo insieme l’amore per Titti e l’amore che nutro per Ravello”. Prima del colpo di scena il proscenio era stato tutto dei precari: una cinquantina con le bandiere rosse dei Cobas, i sacchi di immondizia con le facce di ministri, i tamburi e soprattutto i cori di scherno rivolti a Brunetta. Insomma, una presenza più rumorosa e folcloristica che corposa, ma quanto è bastato per alimentare un clima di tensione. In precedenza spazio anche per la protesta dei poliziotti del Coisp e dei cassintegrati della Irisbus, azienda irpina con 700 posti di lavoro a rischio. Alle 19,50 l’annuncio che il matrimonio non si fa più a Villa Rufolo, mentre in quegli stessi minuti Brunetta era già all’hotel Caruso a ricevere gli ospiti: assente il premier Silvio Berlusconi, a felicitarsi con gli sposi i due testimoni di Brunetta, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e i ministri Galan, Alfano, Carfagna, Fitto, Meloni oltre al presidente del Senato, Renato Schifani.

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