Ravello, ai domiciliari Enza Dipino coinvolta nell’omicidio della rivale in amore

La Corte d’Assise e di Appello di Salerno ha disposto la custodia cautelare domiciliare per Vincenza Dipino, accusata dell’omicidio di Patrizia Attruia avvenuto a Ravello il 25 marzo del 2015. E’ stata accolta la richiesta dei legali della donna a conferma della recente sentenza della Corte d’Assise e di Appello che ha ritenuto minima la partecipazione della donna all’omicidio. Ora dunque potrà scontare i rimanenti sei anni di reclusione presso la propria abitazione.

Già nel mese di marzo i magistrati, condannando la donna di Ravello a 9 anni di reclusione, avevano concesso le attenuanti generiche, escludendo la preterintenzione e i futili motivi. 

La donna, all’inizio fu ritenuta l’unica colpevole e lei stessa, la sera del delitto si autoaccusò dell’omicidio. Qualche settimana dopo però raccontò di essere stata costretta, sotto minaccia, dal suo complice, Giuseppe Lima. 

Secondo quando ricostruito poi dagli investigatori, la vittima fu uccisa dopo aver sorpreso il suo compagno, Peppe, a letto con Enza. Ma non sarebbe stata Enza Dipino a sferrare il colpo mortale.

Le indagini hanno chiarito che fu Lima a uccidere la sua compagna anche se inizialmente fu accusato solo di occultamento di cadavere.

Per lui il 24 aprile prossimo l’udienza di discussione nell’ambito del processo che si celebra con richiesta di rito abbreviato dinanzi al Giudice per l’udienza preliminare Maria Zambrano. Il Pubblico Ministero ha chiesto trent’anni di reclusione.

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