Rapinavano tir e vendevano la merce, 31 arresti in Campania. Tra i capibanda un uomo di Scafati

Dai costosi farmaci anti tumorali alle stoffe, dai pc agli alimenti: era vasta la gamma della merce che due bande di rapinatori di tir bene organizzati, riciclavano nel mercato legale dopo aver compiuto le rapine sulle strade della Campania.

Della banda faceva parte un responsabile della logistica e numerosi ricettatori pronti a far rientrare nel mercato legale la refurtiva. Gli appartenenti alle due bande risiedevano tra le province di Caserta, Salerno, Napoli e Benevento, e sono stati scoperti e arrestati dai carabinieri di Marcianise nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla procura di Napoli Nord.

31 i soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari emessi dal Gip: 18 sono finiti in cella, 11 ai domiciliari, mentre per due indagati è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra gli arrestati anche un camionista che, dopo aver subito una rapina, è passato dalla parte dei banditi diventando un basista con il compito di segnalare al gruppo il numero di targa dei tir da rapinare.

A capeggiare il gruppo era il pregiudicato del quartiere napoletano di Ponticelli Antonio Ostinato, che dalla sua abitazione, pur ristretto agli arresti domiciliari, coordinava ogni operazione e riceveva gli altri complici per riunioni operative in preparazione dei colpi.

L'altra "mente", secondo gli investigatori era Giacinto Rotondo, di Scafati, che si sarebbe preoccupato di reperire capannoni tra il Salernitano, l'area di Nola e il Vesuviano, in particolare ad Ottaviano, dove veniva scaricata la merce trasportata nei tir rapinati.

Almeno 20 i colpi compiuti tra il novembre del 2014 e il giugno 2015 tra le province di Salerno, Caserta e Napoli, su aree di servizio autostradali o nei pressi di rampe d'accesso di strade a scorrimento veloce. 

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