Radio Alfa e la BCC Buonabitacolo in Afghanistan per raccontare la missione dei militari italiani

Dopo aver raccontato le missioni dei militari italiani in Kosovo, Libano e Iraq, Radio Alfa torna, dopo tre anni, in Afghanistan.

E lo fa con un inviato d’eccezione, il giornalista professionista e giornalista embedded Lorenzo Peluso.

Da lunedì 5 novembre, e per due settimane, grazie all’importante supporto della BCC Buonabitacolo, su Radio Alfa saranno realizzati, nel corso della giornata, diversi collegamenti live dall’Afghanistan per raccontare le storie e le vicende dei militari italiani impegnati nei teatri di guerra nel “paese degli aquiloni”.

Nella mia mente però sempre la terra che preferisco, il cielo che mi ha rapito. I volti e le voci delle persone che hanno segnato davvero la mia vita: l’Afghanistan. In questi due anni sono andato in giro a raccontare con il mio libro “As salamu alaykum” il cielo dell’Afghanistan ed ogni volta, ogni volta che ne ho raccontato, mi è sembrato di rivivere il tutto, di essere ancora li, tra la polvere sottile degli altopiani e le imponenti catene montuose. Ho rivisto e rivissuto il suono delle acque del fiume Harirud che non sfocia in alcun mare. Ne ho conosciuti di posti al mondo, ne ho incontrate di persone, ne ho viste di albe e tramonti. Nel cuore e nella mente però, sempre l’Afghanistan. Dall’Afghanistan manco da tre anni. Ricordo perfettamente la sensazione di quel decollo che mi riportava a casa. Sapevo in cuor mio che sarebbe passato del tempo prima che potessi ritornare. Così è stato. Tre anni. Ora però il tempo è arrivato. Ora il tempo trascorso, il desiderio di tornare, rendono questi pochi giorni ancora, prima della partenza, infiniti. Mi chiedo cosa troverò, se incontrerò quelle persone che mi hanno fatto sentire a casa. Mi capita anche di assaporare tra le labbra il sapore intenso del the; ne sento il profumo. Come sarà ora il Giardino delle donne? La biblioteca di Herat? Quei villaggi di pastori lungo la Ring Road? I suoni del mercato, le vie polverose e la confusione? I ragazzini a scuola? Il volto di Suraya? Domande su domande affollano la mente mentre controllo la mia macchina fotografica. Persino un taccuino nuovo. In attesa del caldo di Jalalabad, la valle del sud-ovest a Helmand, le montagne dell’Hindu Kush. Si ritorna dunque. Sono più vecchio ora, tre anni in più. Più ricco di esperienze di vita vissuta. Ritorno dove vorrei stare ma lascio ciò che non vorrei lasciare. Incredibile… ma è così. Non esiste un luogo dove abbiamo tutto, non esiste un tempo dove tutto è tutto. Tutto ha un senso solo dove riusciamo a vivere.

Lorenzo Peluso

Lascia un Commento