Racket delle elemosine nel Salernitano, ricostruito il modus operandi. Ascolta l’intervista

Esiste ed è anche assai diffuso il racket delle elemosine in alcune aree del Salernitano.

Da un’inchiesta giudiziaria avviata a Nocera Inferiore su personaggi accampati nel campo nomadi alle spalle dello stadio San Francesco è stato possibile ricostruire il racket dell’elemosina. Cinque persone di origine rumena sono state già condannate pochi giorni fa per il reato di tratta di persone.

Dalla provincia romena di Covasna partiva un furgone che caricava a bordo uomini e donne reclutati tra famiglie che la miseria aveva ridotto alla disperazione per raggiungere il nostro Paese e fermarsi nel Casertano, a Salerno, Pagani e Nocera Inferiore.

Un certo Comanciu, autista del furgone sarebbe al vertice del sodalizio che anticipava le spese di viaggio per poi farsele restituire dai connazionali, attingendo ogni giorno ai proventi della questua e alimentando un debito che non finiva mai. Saldare il costo del trasporto, infatti, non bastava.

Gli inquirenti hanno appurato che ai gestori della tratta i mendicanti dovevano pagare anche il corrispettivo della “seduta”: tra i 10 e 15 euro al giorno, per potersi posizionare nei punti che l’organizzazione aveva individuato come più remunerativi e che era riuscita a monopolizzare.

Gli appostamenti dei carabinieri hanno censito incroci, chiese, supermercati, gli ingressi dell’ospedale e quelli del cimitero.

Ascolta l’intervista con Don Marco Russo della Caritas di Salerno
Don Marco Russo su racket elemosine

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