Province, per l’Upi la Riforma ha fatto risparmiare solo 26 centesimi annui a testa

(Palazzo Sant’Agostino sede della Provincia di Salerno)

Il risparmio conseguito dalla Riforma delle Province del 2015 è di appena 26 centesimi annui a cittadino. A dirlo è l’Unione Province d’Italia (Upi) durante l’iniziativa “Le Province oggi e domani: semplificare il Paese, migliorare i servizi, presidiare il territorio”.

Raffrontando “l’unico risparmio della Legge 56 del 2014 accertato”, i 52 milioni di cancellazione dell’indennità degli organi politici con l’aumento di 36 milioni dei costi del personale transitato nelle Regioni e nei ministeri, la differenza è un risparmio di 16 milioni, pari allo 0,001% della spesa pubblica e quindi a 26 centesimi annui per ogni italiano”. 

L’Upi evidenzia che di contro la riforma ha provocato un taglio ‘drammatico’ alle risorse che ha “praticamente bloccato” per cinque anni la manutenzione ordinaria dei 130mila chilometri di strade e dalle oltre 7.000 scuole secondarie superiori in gestione: con -43% alla spesa corrente e -71% di risorse per gli investimenti dal 2013 al 2018. Ed ancora, secondo l’Upi, la Riforma ha provocato “una forte instabilità istituzionale” dovuta al sistema elettorale tanto che dal 2014 ad oggi si sono svolte “ben” 11 tornate elettorali provinciali. 

Ma l’Upi rilancia e annuncia un piano, con 6 miliardi di euro di investimenti per rimettere in sicurezza il Paese e aprire cantieri per piccole opere pubbliche e favorire lo sviluppo locale, attraverso progetti già pronti e immediatamente cantierabili. 

 

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