Proteste ristoratori campani, per la Fipe protesta giusta ma metodo sbagliato 

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“Le ragioni della protesta dei ristoratori campani sono comprensibili ma il metodo è assolutamente sbagliato”. Così Massimo di Porzio, presidente della Fipe-Confcommercio Campania, sulla iniziativa annunciata dai ristoratori che vorrebbero aprire la sera del 15 gennaio.

“Non possiamo invitare i nostri associati ad infrangere la legge – afferma Di Porzio – questa protesta può avere gravi conseguenze. Oltre alla sanzione pecuniaria e alla possibile sospensione dell’attività, per chi vi aderisce si può configurare anche un reato”. 

 

Fipe-Confcommercio Campania ha organizzato tre manifestazioni pacifiche nei mesi scorsi, per evidenziare la catastrofe che ha investito il mondo della ristorazione e dell’intrattenimento, ed il commercio in generale. Ma il Governo e la Regione Campania devono cambiare completamente atteggiamento nei confronti del settore, altrimenti proteste e manifestazioni di piazza saranno inevitabili. E’ questo il parere del presidente di Fipe-Confcommercio, ricordando che la ristorazione e l’intrattenimento hanno perso 40 miliardi di fatturato nel 2020, 100.000 aziende e 700.000 posti di lavoro sono in pericolo. Il rischio è di perdere un patrimonio di competenze e conoscenze che è una delle eccellenze del nostro Paese ed una componente fondamentale del nostro sistema turistico. Per questo motivo la Fipe nazionale ha chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di crisi del settore, che aprirebbe nuovi scenari per interventi di sostegno alle imprese nei prossimi mesi. 

 

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