Protestano i 471 navigator campani, si riaccende anche la vertenza dei 44 precari Anpal

I 471 navigator della Campania da ieri sono tornati a protestare sotto la sede della regione Campania, ma allo stesso tempo viene fuori anche l’insofferenza dei precari Anpal, l’Agenzia nazionale che chiede al governatore de Luca di firmare la convenzione per assumere i navigator.

I 44 precari campani di Anpal scrivono ai sindacati Cgil, Cisl e Uil per un chiarimento urgente ed una verifica sulla loro lunga vertenza. 

La fase 2 del reddito di Cittadinanza dunque infiamma la Campania, unica regione che non ha sottoscritto la convenzione con Anpal per assumere con contratto biennale i 471 navigator assegnati alla Regione per aiutare i recettori del reddito a trovare lavoro. 

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato ieri il decreto che stanzia un contributo di 10 milioni di euro per il 2019 per il funzionamento di ANPAL servizi. Soldi, che, commentano dalle stanze della Regione Campania, non sono quindi direttamente connessi ai navigator. “Denunciamo il muro contro muro – affermano – che blocca da oltre 50 giorni la nostra contrattualizzazione e ci ha resi ostaggio di un gioco politico”.  

De Luca, tra le motivazioni del suo No ai navigator, cita infatti anche la situazione dei precari Anpal che attendono di avere un contratto a tempo indeterminato. Anpal Servizi è una società controllata dal Ministero del Lavoro di cui il 60% dei suoi operatori sarebbe precario, al netto dei navigator. Con l’ingresso dei navigator il tasso di precarietà passerebbe al 90%, con una situazione insostenibile. 

Nel decreto in Gazzetta ufficiale ci sono anche i fondi per la proroga dei fondi per l’assegno mensile con cui le Regioni pagano 500 euro agli Lsu. In Campania gli Lsu ora sono 3.800 e lavorano in 140 enti pubblici della Regione. Nell’ultima legge di bilancio i fondi erano stati stanziati sono al 31 ottobre, e ora sono stati prorogati fino a fine anno.

 

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