Proclamazione in Corte d’Appello ma De Luca rimane a Salerno per definire la strategia anti-Severino

Il fronte anti-De Luca per l’applicazione della Legge Severino ieri ancora prima della proclamazione a presidente della Regione Campania lo ha aperto il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, spostando l'asse dalla Campania a Palazzo Chigi: "Se a proclamazione avvenuta – ha detto l’ex ministro – il presidente del Consiglio, dovesse ritardare la sospensione commetterebbe il reato di abuso di ufficio". Polemiche attese, che deflagrano da Roma e rimbalzano subito in Campania, dove il neo presidente della Regione ha ricevuto l'investitura senza però essere presente in Corte d'appello.

De Luca ieri ha trascorso la mattinata a Salerno ad definire la sua strategia anti-Severino, che prevede prima di tutto di bruciare le tappe per la composizione della giunta e la scelta del vicepresidente "reggente" nel periodo di sospensione: in prima fila resta Raimondo Pasquino, Udc, pronto a lasciare lo scranno di presidente del Consiglio Comunale di Napoli.

I tempi, però, restano dilatati: la proclamazione dei consiglieri regionali è attesa per l'inizio della prossima settimana.

A quel punto il consigliere anziano avrà dieci giorni di tempo per convocare il primo consiglio in cui de Luca presenterà il suo vice. Intanto viaggiano anche le carte della Severino, per l'abuso d'ufficio a cui è stato condannato De Luca: il tribunale di Salerno dovrà notificare la condanna al prefetto di Napoli che gira gli atti alla presidenza del Consiglio dei Ministri, da cui partirà la notifica della sospensione al consiglio regionale campano. 

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