Prevenzione e screening oncologici, la pandemia ha accentuato le differenze Nord-Sud

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Oltre 4 milioni di inviti e 2,5 milioni test di screening oncologici in meno: sono quelli accumulati a causa dell’emergenza pandemica nel 2020 rispetto al 2019 e che si traducono in 5 mesi di ritardo per lo screening per il tumore del collo dell’utero, in 4 mesi e mezzo per lo screening per il tumore della mammella e 5 mesi e mezzo per il colon retto.

 

Ma c’è stata anche “una grande variabilità di recupero da parte delle singole Regioni” e “la pandemia ha accentuato le differenze Nord-Sud già esistenti prima del Covid-19”, evidenziando “una sofferenza maggiore delle Regioni meridionali”. È quanto emerge dalla terza e conclusiva indagine sugli effetti della Covid sulla prevenzione oncologica, realizzata dall’Osservatorio Nazionale Screening. 


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