Presidi bocciano linee guida del ministro sull’apertura delle scuole

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I presidi bocciano le linee guida per il ritorno a scuola a settembre che non sono state ancora approvate ma che già suscitano un mare di polemiche anche da parte dei sindacati.

Scettiche anche le Regioni e per questo è stato anticipato l’incontro tra governo, con i ministri Azzolina, Speranza e Boccia, e gli enti locali, col presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini, secondo il quale le linee guida si devono concordare con le Regioni. Per tale motivo la ministra Azzolina si sarebbe impegnata a portarle oggi in conferenza unificata con Regioni, Province e Comuni per chiudere la partita. 

 

Per il ministro degli Affari Regionali Boccia “il documento della scuola è ben fatto” e suggerisce lo stesso metodo utilizzato “per le mille intese durante l’emergenza Covid-19” quello di raccogliere tutte le istanze.

Proprio oggi si svolge la manifestazione nazionale organizzata dal comitato “Priorità alla Scuola”, in 60 piazze di città italiane, per chiedere la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza di tutte le scuole, dai nidi alle università, a tempo pieno. In Campania si manifesta a Napoli ma ancha a Salerno, alle 17, davanti al palazzo della Provincia.

Le critiche maggiori riguardano la mancanza di adeguati finanziamenti per assicurare la ripartenza e il fatto che ogni responsabilità ricadrebbe sui dirigenti scolastici. E’ un Piano che “non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita ad elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare ulteriori risorse né attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale”, afferma l’Associazione presidi.  

Le regole per la ripartenza scolastica prevedono lezioni anche il sabato, frequenza a turni differenziati, organizzazione della classe in più gruppi di apprendimento, con alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi e dunque anche di diverse età. La didattica a distanza rimane marginale e solo per le scuole secondarie di II grado; la mensa potrà essere organizzata su due o più turni per evitare l’affollamento dei locali e qualora non sia sufficiente, gli enti locali potranno studiare soluzioni alternative come addirittura il consumo del pasto in monoporzioni all’interno dell’aula. 

 

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