Pontecagnano (SA) – Rumeno ucciso e seppellito, ricostruita l’intera vicenda

Era maturato nell’ambito del giro dei furti di rame nel salernitano l’omicidio dell’uomo rumeno di 48 anni, Petrica Ifrim, il cui cadavere fu scoperto nei pressi dell’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi lo scorso 27 maggio. Il corpo dell’uomo, ucciso a badilate, era rimasto sepolto per quattro giorni e i responsabili di quell’efferato delitto sono stati individuati dai carabinieri. Le indagini si sono chiuse e la Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto al Gip il rinvio a giudizio di due uomini ucraini: Mikail Kravez 33enne, che avrebbe reso piena confessione e che poi ha permesso la cattura del complice Stefan Karbovskyy, di 40 anni, rintracciato nel suo paese d’origine. Sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere.

Secondo le indagini uccisero il 48enne rumeno a colpi di badile in un canneto per cento euro di rame. Un delitto maturato negli ambienti degli stranieri senza fissa dimora, costretti a vivere in una capanna ricavata tra il fogliame di un piccolo canneto lavandosi con l’acqua di un canale di irrigazione. Secondo la ricostruzione degli investigatori dell’Arma i due ucraini ubriachi, avrebbero perso il lume della ragione aggredendo alle spalle il loro amico rumeno, attirato in una trappola con la scusa di bere un bicchiere e dal quale pretendevano il saldo di cento euro per una partita di rame rubato e non pagato. A guidare i carabinieri sul luogo dove fu nascosto il cadavere fu il fratello della vittima allarmato per l’assenza di più di due giorni del congiunto.

La vittima era in Italia da circa cinque anni, muratore, residente a Pontecagnano dove abitava anche il fratello.

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