Pollica (SA) – Un anno dopo l’omicidio di Vassallo tante piste battute

Ad un anno dall’omicidio del sindaco Angelo Vassallo, avvenuto il 5 settembre, nella sua Pollica, si organizzano varie iniziative in suo ricordo, ma soprattutto si attendono gli esiti delle indagini per scoprire i responsabili e il movente del delitto. Ancora non ci sono i nomi di chi ha premuto il grilletto della calibro 9 utilizzata per l’omicidio e di chi ha voluto la morte del sindaco pescatore, divenuto troppo scomodo per qualcuno. Gli investigatori coordinati dal Procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti, seguono più piste, ma svolte al momento non ce ne sarebbero. Dal business dell’edilizia al traffico di droga. “La soluzione è molto più complessa di quanto si pensi”, spiega Dario Vassallo, fratello del sindaco pescatore e presidente della Fondazione Angelo Vassallo. Dario, autore di un libro dal titolo “Il sindaco pescatore”, scritto a quattro mani con il giornalista Nello Governato, ha infatti un’idea molto precisa su come siano andate le cose, quella sera del 5 settembre di un anno fa e sul perché la matassa delle indagini sia ancora tutta da sbrogliare. “Non tutti hanno detto tutto quello che sanno – prosegue il fratello del sindaco ucciso – anche a Pollica, c’é gente che sa ma non parla. Mio fratello è stato ucciso da due forze precise, coalizzate tra loro in una strategia studiata a tavolino e che aveva l’obiettivo di fermare la buona politica, di cui negli ultimi anni Angelo Vassallo era diventato un esempio”. Dario Vassallo ci parlerà del suo libro in una intervista a Radio Alfa nella rubrica Letto alla radio che andrà in onda lunedì 5 settembre alle 21.

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