Il 16 giugno si celebra la Giornata mondiale delle tartarughe marine: sarà l’occasione per ricordare quanto il cambiamento climatico stia modificando gli equilibri delle popolazioni di caretta caretta nel Mediterraneo, influenzando la riproduzione e la sopravvivenza delle nuove generazioni.
L’aumento delle temperature e l’erosione costiera stanno infatti alterando le condizioni di incubazione delle uova e minacciando molte spiagge di nidificazione. Nonostante ciò, negli ultimi anni in Italia si è registrato un incremento dei nidi, passati dai 443 censiti nel 2023 agli oltre 700 del 2025. Tra le aree maggiormente interessate, in Italia, c’è la Campania, insieme a Sicilia, Calabria e Puglia.
In questo contesto assume un ruolo centrale il progetto Life Turtlenest finalizzato a migliorare la conservazione della tartaruga marina comune in Italia, Francia e Spagna. Il programma punta sulla tutela dei siti di nidificazione attraverso monitoraggi costanti, messa in sicurezza dei nidi, attività di ricerca scientifica e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.
Tra le iniziative avviate ci sono i protocolli “Comuni amici delle tartarughe” e “Lidi amici delle tartarughe”. Grande attenzione è rivolta anche alla divulgazione con il TartaBeach Tour 2026, promosso da Legambiente e Mareblu. La prima tappa si terrà il 16 giugno ad Acciaroli, Pollica, con l’inaugurazione di una grande scultura di sabbia e attività dedicate a bambini e famiglie.
Ne abbiamo parlato con Stefano Di Marco, Responsabile Progetto Life Turtlenest e Coordinatore Ufficio Progetti di Legambiente.
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di marco
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