Pesca illegale di corallo rosso, 10 persone nei guai tra Salerno e Napoli. Le interviste

Dieci persone nei guai tra la provincia di Salerno e di Napoli per aver raccolto in maniera illegale corallo rosso, specie a rischio estinzione indispensabile per la conservazione dell’intero habitat marino dell’intero Mediterraneo, il cui ciclo vitale di crescita è stimato in circa 50 anni. Una volta raccolto, occorrono tutti questi anni per ritrovarlo.

I responsabili sono stati individuati dalla Guardia Costiera nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura di Salerno. Questa mattina sono stati raggiunti da obbligo di dimora nel Comune di residenza. Tra le aree danneggiate dai ladri di corallo ci sono i siti di Punta Campanella, gli isolotti Li Galli a Positano, lo Scoglio dell’Isca del comune di Praiano fino a Conca dei Marini. Secondo gli investigatori, la banda impiegava bombole ed attrezzi subacquei da profondità, con metodi di raccolta distruttivi del substrato dissimulando l’attività di pesca abusiva dietro società formalmente costituite per la ricerca scientifica e lo sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali.

Alla conferenza stampa questa mattina in Procura, Monica Di Mauro ha intervistato Luca Masini procuratore capo reggente a Salerno, e Giuseppe Menna comandante della Capitaneria di porto di Salerno

Masini e Menna

 

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