Permessi di soggiorno fasulli, 35 indagati dalla DDA di Salerno. Sotto esame 400 posizioni

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Sono 35 le persone indagate nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno che questa mattina ha fatto scattare il blitz ad opera di circa 200 militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Salerno, con unità cinofile e mezzi aerei che hanno eseguito misure cautelari nella Piana del Sele, Picentini ed Agro Nocerino Sarnese, ma anche nelle province di Matera e di Pistoia. 

Dei 35 indagati, 27 sono finiti agli arresti domiciliari ed 8 hanno ricevuto l’obbligo di dimora o di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Otto di loro però questa mattina non sono stati rintracciati e sono ora ricercati. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù, tratta di persone e altro, con l’aggravante del reato transnazionale. I provvedimenti sono stati firmati dal GIP del Tribunale di Salerno. Le indagini, partite nel 2015, hanno permesso di ricostruire gli assetti di un sodalizio criminale con base operativa nella provincia di Salerno, con ramificazioni in altre province italiane, ma anche in Francia, Belgio e Marocco. Gli indagati sono cittadini italiani e stranieri, imprenditori agricoli e consulenti del lavoro.

Si sta valutando la posizione di circa 400 lavoratori non comunitari immigrati nel periodo tra il 2015 e il 2018. Ognuno di loro per ottenere il permesso avrebbe pagato all’organizzazione criminale cifre variabili tra i 5mila ed i 12mila euro.

 

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