Pellet ‘contaminato’, sequestrate 15 tonnellate anche ad Albanella

C’è anche un rivenditore di pellet con sede ad Albanella, in provincia di Salerno, fra quelli che vendevano il prodotto per stufe a pellet, finito sotto sequestro in varie regioni italiane nel corso di una maxi operazione del Corpo Forestale dello Stato.

Circa 100 tonnellate sequestrate nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia che ha consentito di risalire alla ditta produttrice del pellet, che opera in provincia di Lecco. Si tratta degli stabilimenti “Del Curto” di Verderio, che avrebbe prodotto pellet contaminato da metalli pesanti e potenzialmente nocivi, quali nichel, cromo, zinco, cadmio e rame.

Sono stati denunciati il presidente e l’amministratore delegato per illecito smaltimento di rifiuti e frode in commercio. La stessa ditta, oltre a produrre pellet, opera anche in attività di gestione, recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse: il timore, per ora, è solo un sospetto che dovrà essere confermato, ovvero che al legno destinato alla produzione del pellet venissero aggiunti anche rifiuti.

Su disposizione della Procura di Pavia sono un’ottantina in tutto le perquisizioni eseguite in Lombardia, Piemonte, Campania, Basilicata e Calabria per confiscare le partite ritenute tossiche. Nella rivendita di Albanella, la Forestale ha sequestrato 15 tonnellate di prodotto. Il titolare si è dichiarato estraneo ai fatti in quanto non a conoscenza che il pellet potesse essere contaminato.

Ad oggi, tutto il pellet contaminato è stato bloccato e ritirato dal commercio, mentre gli accertamenti per verificare l’eventuale pericolosità per la salute pubblica sono ancora in corso. Nel caso vi fosse il sospetto che il materiale acquistato negli ultimi due anni possa essere riconducibile a tali partite, gli acquirenti devono segnalarlo al più vicino ufficio del Corpo forestale dello Stato.

Lo si può intuire anche a occhio nudo perché il materiale inquinato ha una colorazione strana, che varia dal blu, al verde, al rosso, inoltre sviluppo un denso fumo nero che in molti casi ha bloccato gli impianti di riscaldamento in cui è stato adoperato.

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