Paestum, trovato frammento di una scultura in pietra. Zuchtriegel: “si aprono nuovi scenari”

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“Una scoperta totalmente inattesa che apre nuovi scenari”

Sono le parole di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Paestum, a proposito del ritrovamento di un frammento di scultura in pietra, una testa in arenaria risalente al VI-V secolo a.C, emerso durante la campagna di scavo dell’Università di Salerno nell’area archeologica dell’antica Poseidonia, nei pressi del tempio dorico di Athena.

Il frammento potrebbe provenire da una delle “metope” che ornavano i lati lunghi del tempio. Zuchtriegel ha affermato che la novità sta nella scarsità di ritrovamenti del genere nell’area interessata dallo scavo che quindi potrebbero aprire nuovi scenari. Va anche ricordato che il tempio di Athena era circondato da porticati, altari e sacelli, e dunque solo in futuro si potrà capire capire da dove proviene il frammento.

Il frammento è stato trovato negli strati più superficiali dello scavo, in un’area che era già stata oggetto di indagine durante gli anni ’20 e ’30 dello scorso secolo ma è probabile che, in quella occasione, fosse stato confuso per una pietra di nessun valore. Ad effettuare gli scavi è la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Salerno diretta da Fausto Longo. A giugno fu scoperto, tra le altre cose, anche un pannello in arenaria decorato con tre rosette a rilievo.

Intanto c’è attesa per il 4 ottobre quando sarà inaugurata la mostra “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici” che sarà focalizzata sulla capacità di attirare l’attenzione sulla capacità delle società umane di comprendere cambiamenti imprevisti, di adattarsi e ricostruirsi.

 

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