Omicidio Venditti a Pagani nel 2007, Cassazione mette fine al lungo processo. Le decisioni

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La Cassazione ha messo fine al lungo processo nei confronti di Luigi Fezza, nipote del boss Tommaso, imputato per l’omicidio di Antonio Venditti nell’aprile 2007 a Pagani. Per i giudici supremi Luigi Fezza fece da specchiettista.

Le motivazioni pubbliche della pronuncia della Suprema Corte hanno confermato la condanna a 30 anni di reclusione dopo tre pronunce in appello e due annullamenti disposti con rinvio dalla Cassazione stessa.

 

Era il giorno 6 aprile, di venerdì santo, in viale Trieste a Pagani, quando 10 anni fa Venditti morì. Fu colpito da una scarica di proiettili esplosi da uno scooter con a bordo due persone. E dopo il “segnale” lanciato da Luigi Fezza, appostato nei pressi di un circolo ricreativo.

Per lo stesso processo, fu assolto un secondo imputato, Vincenzo Confessore. A fornire riscontri sul ruolo di Fezza furono delle intercettazioni a telefono aperto, dove l’imputato confabulava in attesa di contattare il fratello Francesco.

 

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