Nozze annullate, clausola per risarcire i promessi sposi. Regioni chiedono ‘tavolo urgente’  

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Arriva una ciambella di salvataggio per i matrimoni prossimi ad essere celebrati ma ora a rischio naufragio dopo le norme restrittive inserite nel nuovo Dpcm che impone non più di 30 invitati alle cerimonie.

I governatori delle Regioni hanno chiesto al governo un tavolo urgente per risarcire i ‘promessi sposi’ delle spese che hanno già affrontato, come il versamento di caparre per il catering. Senza dimenticare le costose prove trucco e acconciatura, gli addobbi floreali, tutte cose, come le bomboniere, deperibili e non riciclabili. Sul tappeto c’è anche la volontà di indennizzare le imprese del settore nozze dei guadagni sfumati, un settore già stravolto dal lockdown dei mesi scorsi. Si tratta in Italia di circa 50mila imprese e partite Iva che danno lavoro più o meno a 300mila dipendenti, stabili e stagionali. 

 

I matrimoni sono feste che si organizzano con grande anticipo e deve esserci una clausola di salvaguardia che consenta sia alle persone di recuperare i soldi che hanno anticipato, sia ai locali e ai musicisti di avere un risarcimento. 

 

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