No alle aggressioni agli operatori sanitari. L’Asl mette in campo 500 bodycam dal 24 luglio

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Cinquecento bodycam in campo, l’Asl Salerno concretizza e istituzionalizza la sperimentazione avviata a febbraio di quest’anno. Da questa settimana, dopo l’esperienza su alcuni reparti e servizi, verrà consegnata al personale sanitario della Asl Salerno l’intera dotazione composta da 500 bodycam per incrementare la sicurezza degli operatori.

La piattaforma bodycam sarà estesa a una ampia platea di professionisti sanitari nei reparti di psichiatria, emergenza urgenza e medicina penitenziaria di una delle ASL territorialmente più estese d’Italia. Progressivamente sarà utilizzata in tutti i reparti ad alto rischio aggressioni.

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L’iniziativa, adottata nel pieno rispetto delle normative sulla privacy, mira a proteggere il personale sanitario da possibili aggressioni, a fronte degli episodi di violenza contro gli operatori aziendali. Le bodycam dotate di schermo frontale infatti hanno un effetto calmante e possono aiutare a dissuadere comportamenti inappropriati e pericolosi. Garantire cioè una maggiore sicurezza dei professionisti e dei pazienti e assicurare un ambiente di lavoro più sicuro anche attraverso l’uso di strumenti facilmente indossabili anche in situazioni di emergenza.

Le videocamere indossabili sono dispositivi compatti che registrano, se attivate, ciò che l’operatore vede e sente. Lo scopo di questa strumentazione è la prevenzione: la presenza del device può dissuadere potenziali atti di violenza nei riguardi dell’operatore sanitario che la indossa.

L’utilizzo delle bodycam è regolamentato per la tutela della privacy degli individui ripresi, con disposizioni specifiche sulla registrazione, conservazione e l’accesso ai dati: ogni registrazione effettuata sarà cancellata dopo 48 ore, mantenendo soltanto l’eventuale materiale ripreso durante una situazione di emergenza. Le bodycam infatti saranno adoperate soltanto in casi di estrema necessità, avendo come obiettivo quello di evitare e non testimoniare un atto di violenza. 

Il progetto, che partirà tra due giorni, è curato dalla direttrice della UOC Rischio Clinico Anna Bellissimo, intervenuta questa mattina in diretta su Radio Alfa.

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