Neonata trovata morta in un’aiuola a Roccapiemonte, sarebbe stata lanciata dal secondo piano

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Era di una neonata il corpicino senza vita trovato mercoledì sera in un’aiuola a Roccapiemonte, nei pressi di un parco residenziale dopo il parto.

Emergono anche i primi raccapriccianti particolari che se confermati fanno tremare i polsi: la neonata sarebbe stata lanciata dal secondo piano dell’appartamento nel quale era venuta alla luce. Un “serio sospetto”, riferiscono fonti investigative, suffragato dagli elementi raccolti nelle ore immediatamente successive al ritrovamento. Indizi che hanno portato al fermo d’indiziato di delitto della coppia di coniugi. 

 

In attesa dell’autopsia che darà risposte certe su quanto accaduto, il padre, 47enne, si trova in carcere a Salerno; la madre, 42enne, è piantonata all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore dove è stata trasferita dopo il parto. L’accusa nei loro confronti è di concorso in omicidio. 

Le indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, guidati dal maggiore Alessandro Cisternino e coordinate dal sostituto procuratore di Nocera Inferiore, Roberto Lenza, hanno condotto quasi subito alla coppia, residente in uno degli appartamenti del parco di Via roma. 

L’agghiacciante scoperta è stata fatta intorno alle 18 di mercoledì 2 settembre da un condòmino di 63 anni, mentre si recava a prendere l’auto in garage. L’uomo ha notato il cadavere, nudo, in un’aiuola sotto una siepe. Da un primo esame esterno era già emersa la presenza di una ferita alla testa.

Nell’appartamento della coppia, poi, i militari hanno trovato elementi che hanno permesso di appurare con certezza l’avvenuto parto. Quello che è successo dopo e il movente, invece, restano ancora da capire. Nelle prossime ore il medico legale Giuseppe Consalvo effettuerà l’autopsia che potrebbe fornire elementi utili ai fini investigativi. 

Intanto gli inquirenti hanno provato a scavare nel passato dei due: la donna aveva avuto problematiche di salute pregresse. La coppia ha anche un altro figlio di 17 anni che è stato affidato ad alcuni familiari. Sotto choc l’intero paese.

E’ intervenuto ieri anche il vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno, Giuseppe Giudice che ha parlato di orrore e pietà. “Orrore per un atto inconsulto, dettato forse da ignoranza, paura e solitudine. Pietà per una vita recisa, come un fiore ancora in boccio in un’aiuola”. Il vescovo ha invitato tutti a pregare e a stringersi con affetto alla città di Roccapiemonte e di tutte le realtà dove la vita è minacciata. 

 

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