Napoli, una frittura di pesce in cambio del voto. No al processo per De Luca

Vincenzo De Luca

Non ci sono indizi di colpevolezza. Nessun voto di scambio e per questo c’è la richiesta di archiviazione per il governatore Vincenzo De Luca.

Il caso è quello della famosa “frittura di pesce” finito all’attenzione della Procura di Napoli, dopo l’audio pubblicato dal “Fattoquotidiano.it”, dopo il famoso incontro con i sindaci, all’Hotel Ramanda, in piena campagna referendaria per il Sì.

Secondo i magistrati non si ravvisa il reato nelle parole del Governatore (che spingeva a offrire finanche fritture di pesce pur di ottenere la vittoria del SI al referendum)

Per gli inquirenti, come rileva oggi il quotidiano Le Cronache, avrebbero fatto comunque leva su alcune circostanze concrete: la prima riguarda la sconfitta del partito del Sì, tanto caldeggiato da parte del governatore nella riunione al cospetto dei sindaci del Pd.

In secondo luogo, per gli inquirenti proprio le parole di De Luca e il contraccolpo mediatico al comizio, potrebbero aver avuto l’effetto contrario, ovvero aver scoraggiato i sindaci a mettere in pratica quella richiesta di De Luca.

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