Morte escursionista Simon Gautier, gli amici “si doveva fare di più”

C’è rabbia e dolore tra gli amici di Simon Gautier, giunti dalla Francia, per partecipare alle ricerche, con la speranza di salvare l’amico disperso dal 9 Agosto nel Golfo di Policastro, trovato morto ieri sera dopo 9 giorni di ricerche.

“Sono stati compiuti errori fin dall’inizio, da quando è partita la macchina dei soccorsi”, dicono all’unisono alcuni di loro. “Abbiamo tanta rabbia. Si poteva e si doveva fare di più e, soprattutto, quello che è stato fatto negli ultimi giorni bisognava farlo fin dal 9 agosto”, dicono gli amici di Simon che non nascondono la loro rabbia.

A Policastro sono stati ospitati in un complesso turistico di Policastro dove si trovano i genitori e la sorella di Simon Gautier. Dalle loro dichiarazione emerge anche sfiducia sulle indagini per appurare i dettagli dell’incidente.

“In Francia – dicono – sicuramente si sarebbe operato meglio. Vorremmo portarci via subito la salma del nostro Simon”, concludono con le lacrime negli occhi. “Sono distrutta, abbiamo avuto fino all’ultimo la speranza che Simon fosse ancora vivo”, dice a caldo Asha, studentessa danese che condivideva a Roma l’appartamento con Simon. Un’equipe di psicologi francesi, messi a disposizione dall’ambasciata, hanno raggiunto l’albergo a Policastro.

Questa mattina si svolgono le operazione per il recupero del corpo che ieri sera è stato avvistato in un burrone nella zona di Belvedere Ciolandrea, nel comune di San Giovanni a Piro.

 

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