Morte Aurora Babino, il GUP non convinto della perizia rinvia a nuova udienza

Un nuovo colpo di scena nell’ambito del procedimento penale scaturito dalla morte della piccola Aurora Babino, di Teggiano, avvenuta quattro anni fa quando la bambina aveva appena tre anni.

Per la morte di Aurora sono imputati 8 medici in servizio all’epoca dei fatti nella Pediatria dell’Ospedale di Polla. Oggi al Tribunale di Lagonegro, il Giudice dell’Udienza Preliminare, dopo oltre tre ore di camera di consiglio non ha preso nessuna decisione perché non convinto dei risultati della perizia eseguita dal professore Alberto Villani del “Bambin Gesù” di Roma, nominato dal Giudice. Villani non aveva ravvisato un nesso di causalità tra la condotta dei medici e il decesso della bimba. Affermano il contrario invece le perizie della Procura, secondo cui invece c’è il nesso di causalità. Il Gup non ha creduto quindi all’esito del perito del Tribunale, ritenendo opportuno nominare un nuovo perito fissando una nuova udienza per il prossimo 13 maggio quando sarà affidato un nuovo incarico.

C’è di più. I genitori della sfortunata Aurora hanno annunciato una querela per denunciare che la cartella clinica in loro possesso ritirata all’ospedale di Polla dopo la morte della loro bambina presenta delle differenze rispetto a quella depositata in Tribunale.

Una vicenda delicatissima con professionisti coinvolti da una parte e due genitori dall’altra che vogliono conoscere la verità sulla morte della loro bimba, avvenuta al Santobono di Napoli, dove giunse a marzo 2011 dopo un doppio ricovero all’ospedale di Polla, dovuta, secondo una prima perizia della Procura, “a shock irreversibile conseguente a squilibrio idro-elettrolitico causato da perdita di liquidi e sali a causa di vomito e diarrea”. 

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