Morì per lo scambio di sacche di sangue nel 2009, confermata condanna per medico e tecnico

La Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo nei confronti di un tecnico del servizio trasfusioni e di un medico ortopedico dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.

Il caso riguarda la morte di un paziente di 71 anni di Camerota avvenuta nel luglio del 2009, per il quale l’equipe medica decise per una trasfusione con una sacca di un gruppo sanguigno sbagliato.

All’uomo, ricoverato per la riprotesizzazione dell’anca, arrivò il sangue sbagliato e quando i medici si accorsero che le sue condizioni peggioravano, decisero di continuare con la trasfusione provocandone il decesso.

Sotto processo erano finiti anche un anestesista e un ortopedico che invece sono stati assolti. Seppur la loro posizione sia stata prescritta, i giudici hanno sottolineato che loro stessi avevano omesso di controllare le caratteristiche delle sacche trasfuse e la loro compatibilità con il paziente. “Quando si tratta di trasfusioni, tutto il personale sanitario – che assiste il paziente che riceve le sacche ematiche – ha il dovere di controllare che il sangue trasfuso sia del gruppo giusto, senza dare per scontato che il collega che lo ha preceduto se ne sia sincerato” così hanno scritto i giudici della Cassazione che, nella loro pronuncia, hanno confermato la sentenza di condanna del tribunale di Salerno.

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