ROMA – Nel 2012 allarme su un falso attentato a Roberti

C’è anche un allarme su un presunto attentato nel luglio 2012 al procuratore capo della Repubblica di Salerno, Franco Roberti, nell’ordinanza del Gip del Tribunale di Roma che ieri ha portato in carcere l’alto prelato originario di Salerno, monsignor Nunzio Scarano, il broker Giovanni Carienzo e l’ex funzionario dell’Aisi Giovanni Maria Zito nell’ambito dell’inchiesta sullo Ior, la banca del Vaticano. L’allarme sul presunto attentato a Roberti fu dato da Carienzo utilizzando un telefono cellulare ricevuto dall’allora funzionario dei servizi segreti Zito. “Vogliono uccidere il giudice Roberti, a Capodichino…", avrebbe detto nella chiamata. “Questo attentato completamente fasullo – scrive il gip – fece non solo scattare una serie di accertamenti, ma fallire di fatto il ritorno in Italia dei 20 milioni di euro, così come era stato richiesto da monsignor Scarano”. Una condotta, per il giudice delle indagini preliminari, “contraddittoria, dilatoria e finanche ostruzionistica” posta in essere da Carenzio per sabotare il rientro in Italia dell’ingente somma di denaro contate.
L’avvocato Silverio Sica, difensore insieme a Franco Coppi, di monsignor Nunzio Scarano, è certo che quando il prelato originario di Salerno, sarà ascoltato dai magistrati romani risponderà alle loro domande e “chiarirà il suo ruolo, la sua posizione e dimostrerà il suo disinteresse nella vicenda”.

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