MONIA MINNUCCI OSPITE OGGI A RADIO ALFA

E’ la poetessa di Frosinone Monia Minnucci la prossima ospite a "Letto alla Radio", la rubrica dedicata ai libri ideata da Annavelia Salerno, in onda il lunedì alle 18.40 e in streaming su www.radioalfa.fmMonia parlerà della sua arte, ed in particolare delle sue poesie, venti delle quali sono contenute nell’antologia “Voci di conchiglia”, uscita di recente per la casa editrice Il Fiorino di Modena: venti poesie che trasudano sentimenti, e che parlano soprattutto di dolore. Un dolore, però, che sebbene pervada tutta la lirica della poetessa del frusinate, è “formativo”, perché aiuta ad affrontare meglio la vita. L’espressione artistica di Monia Minnucci non si esurisce, tuttavia, con la poesia: oltre all’interesse per la poesia, infatti, coltiva la passione per l’arte in generale, dilettandosi in scultura, pittura, intarsio. Infatti ha frequentato la "Scuola di arte e mestieri", specializzandosi nell’arte dell’intarsio, sotto la guida del maestro Carlo Turri di Anagni, e successivamente partencipando ad un master come docente formatrice. Scrive da sempre, e tra poche settimane uscirà per Aletti Editore la sua pubblicazione dal titolo “La bambola rotta”.  Le sue liriche sono state inserite in varie antologie. Questa è una delle sue poesie: “Rintocchi di campane scippati alla notte. Notte, landa di sogni e stelle. Sai essere breve, dolce, per me, che amo i tuoi silenzi, le curve senza ombre, dove tutto è un abbraccio. Questa sera solo distese di cielo. Colla, sei stato colla che mi teneva giù, appiccicata all’inferno. Cane ringhioso alla staccionata, sotto-tiro di un sentimento cecchino, astuto, implacabile. Ora sono in volo, puoi aggrapparti ai miei piedi, se ti va, con le tue grinfie rapaci. Perderai la presa e il cielo ti inghiottirà, con acque di lago. Tentacoli di alghe, fondo e buio pesto. Non volerò in picchiata, freccia ansiosa, per afferrar le tue mani senza domani. Mani ingrate, menzognere, propositi da flebo che mirano alla mia consuzione. Io sono piuma e non so posare”.

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