Militare dell’Esercito si toglie la vita a Palazzo Grazioli. Era originario di Angri

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Era originario di Angri, il caporal maggiore 25enne Enrico De Mattia, inquadrato nell’operazione Strade Sicure, che si è tolto la vita sabato a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi.

Durante il turno pomeridiano, intorno alle 15, il giovane proveniente dal 1° Reggimento Granatieri di Sardegna, sarebbe entrato in un bagno del palazzo portando con sè la pistola d’ordinanza e si sarebbe sparato.

Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti dell’Esercito Italiano, all’origine dell’insano gesto vi sarebbero motivi sentimentali. «Chi in queste ore prova a strumentalizzare il fatto riconducendolo a informazioni o motivazioni false – rilevano le stesse fonti – compie un atto di sciacallaggio, anche nei confronti della famiglia del soldato che in queste ore sta vivendo un grande momento di dolore». Il ragazzo non era sposato e non aveva figli.

Il capo di Stato maggiore dell’Esercito, Salvatore Farina, a nome di tutti i militari della Forza armata, esprime la sua vicinanza e il proprio profondo cordoglio alla famiglia del caporal maggiore di Angri (Enrico De Mattia).

Sono numerosi i messaggi di cordoglio apparsi su Facebook

“Che tu possa sorridere anche da lassù” è uno dei tanti messaggi postati sulla bacheca del 25enne. “Il tuo sorriso era uno di quei rari sorrisi. Manchi a tutta la comunità angrese” ha scritto Rossana sul social network, accompagnando il testo con una fotografia che ritrae il giovane sorridente.

Tanti anche i ricordi dei colleghi conosciuti durante la carriera militare

Cordoglio anche dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: “esprimo – dice il ministro – la mia più sentita vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore”.

L’Esercito, dal canto suo, fa sapere che collabora, con la massima trasparenza e piena disponibilità, alle attività degli organi inquirenti per accertare le motivazioni che possono aver condotto il militare a compiere questo tragico gesto.

 

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