Migranti. 70mila euro al giorno per la gestione dei minori non accompagnati in Campania e poi? Le riflessioni di Eduardo Scotti

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Con il nostro editorialista Eduardo Scotti, una riflessione oggi sull’emergenza sbarchi e gestione migranti anche la provincia di Salerno.

Il tema è spinoso, ma alla fine, se ci si ferma a riflettere, forse la soluzione migliore e più conveniente è sotto gli occhi, solo non vogliamo vederla. Ma andiamo per ordine. Sono quasi 130mila i migranti sbarcati in Italia nei primi mesi di quest’anno. Persone che fuggono da povertà estreme e crisi economiche esplosive, conflitti armati e violazioni dei diritti umani. Sono il doppio rispetto allo scorso anno, tre volte di più del 2021. Il piano del governo per fronteggiare l’emergenza, sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi, si articola in più punti: raddoppiare i centri di permanenza per i rimpatri e prevedere dunque un Cpr per ogni regione; ma anche l’aumento del periodo in cui i migranti restano trattenuti nei Cpr fino a 18 mesi, il massimo consentito dalla normativa europea. Poi l’allestimento di campi, fuori dai centri cittadini, dotati di tende e brandine, come avviene nelle zone colpite da calamità naturali. Palazzo Chigi valuta anche la possibilità di affidare alla Marina militare il compito di coordinare in un’unica centrale operativa l’azione di monitoraggio, pattugliamento e salvataggio in mare.

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Poi c’è la questione gravissima dei minori non accompagnati, un problema nel problema, innanzitutto per le dimensioni del fenomeno: quasi 12mila arrivi solo nei primi 7 mesi dell’anno, che portano a 21mila le presenze di minori non accompagnati in Italia per i quali la disponibilità di posti autorizzati è pari a 6.200. Il provvedimento che verrà licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri potrebbe contenere anche una modifica al riconoscimento anagrafico di chi sbarca sulle coste italiane per ridurre, ope legis, il numero dei minori stranieri. Sono circa 21mila al momento in Italia. Appena arrivati, i minori stranieri non accompagnati devono trovare accoglienza in strutture dedicate, per le esigenze di soccorso e di protezione immediata. La permanenza in questi centri è finalizzata all’identificazione, all’accertamento dell’età quando necessario e agli interventi di prima necessità. Nonché ad informare “il minore dei diritti di cui è titolare e delle modalità di esercizio degli stessi, compreso quello di chiedere protezione internazionale.” Sulla carta dovrebbero rimanere non più di 30 giorni, il tempo massimo di permanenza, nelle strutture di prima accoglienza. In realtà vi rimangono mesi ed anche anni. Successivamente, bambini e ragazzi stranieri non accompagnati devono essere ospitati nelle strutture di seconda accoglienza. Ovvero quelle inserite nel sistema di accoglienza e integrazione (Sai), finanziate dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, oltre ai centri finanziati con risorse del Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami).

Vi sono infine le strutture accreditate o autorizzate a livello regionale e comunale che hanno in carico minori. Queste, finanziate dalle stesse amministrazioni locali, possono accedere al Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Risorse gestite dal ministero dell’interno, che riconosce un contributo per l’accoglienza dei Msna al di fuori del Sai. Egitto, Tunisia, Guinea, Costa D’Avorio, Gambia, oltre che dall’Ucraina, queste le principali nazionalità di provenienza dei minori al momento in Italia, distribuiti nelle diverse regioni. In Campania al momento ne sono ospitati 1391. Ma quale è il costo per l’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia? Quello medio è di 35 euro al giorno nel sistema di protezione gestito dagli enti locali ex Sprar ora SAI. 45 euro per i minori. Ai richiedenti asilo il sistema ex Sprar offre servizi primari come l’assistenza sanitaria le attività multiculturali; l’inserimento scolastico dei minori; la mediazione linguistica e interculturale; l’orientamento e informazione legale all’inserimento lavorativo; tirocini e corsi di formazione.

Solo in Campania, dunque, spendiamo circa 70mila euro al giorno per la gestione dei minori non accompagnati. Quasi 26milioni di euro all’anno. Se solo indirizzassimo questo processo di accoglienza all’inserimento di questi giovani nelle nostre comunità, finalizzato a farli rimanere, attraverso un’integrazione vera, le risorse investite, enormi, produrrebbero quell’effetto barriera tanto necessario allo spopolamento dei nostri borghi. Viceversa, spendiamo risorse enormi e questi giovani, appena gli sarà data occasione, andranno all’estero, nel nord Europa magari, nel mentre i nostri piccoli paesi muoiono. Forse è da qui che dovrebbe partire la politica per trovare soluzioni giuste alla questione migrazione.

Sono questi i temi che abbiamo affrontato oggi con Eduardo Scotti,  in un  botta e risposta da riascoltare

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monori ed emergenza sbarchi
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.

 

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