Mercato S.S. (SA) – Smaltimento illecito di rifiuti, la Dia sequestra aziende

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha posto in esecuzione, attraverso la D.I.A. di Napoli e Salerno 25 provvedimenti restrittivi della libertà personale a carico di alcuni membri dei clan egemoni nei comuni vesuviani. Le indagini condotte dal Pubblico Ministero Di Monte hanno preso avvio dalla denuncia di atti intimidatori subiti da imprese impegnate nella costruzione dell’arteria stradale a scorrimento veloce destinata a congiungere il casello dell’autostrada “A 30” di Palma Campania con il comune di Vallo di Lauro. Attraverso complesse indagini, anche di natura tecnica, è emerso che tra il 2009 e il 2010 il noto pregiudicato Antonio Iovino, organicamente inserito nel clan Fabbrocino, fosse riuscito ad imporre ai titolari delle imprese subappaltanti la fornitura del materiale per la realizzazione dell’opera pubblica. Materiale del tutto inadatto agli usi previsti, in quanto in raltà vero e proprio rifiuto speciale pericoloso e non, prodotto da abusiva attività di frantumazione e miscelazione di eterogeneo materiale da demolizione, tondini di acciaio, eternit, plastica ed altro, il tutto lavorato in cave gestite da prestanomi di Iovino. Le società che gestivano la cava di Sarno e quella di Nocera Inferiore, ossia rispettivamente la Paciello Cave srl e la Indemar srl, entrambe di Mercato San Severino, sono state perquisite da personale della D.I.A. e sottoposte al sequestro preventivo dei beni aziendali. Contemporaneamente, altre perquisizioni sono state effettuate all’interno di altre aziende tra cui una a Sarno. 11 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite, 2 gli ordini di arresti ai domiciliari e 12 gli obblighi di dimora a carico dei soggetti coinvolti dall’indagine.

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