Marco Mengoni al Palasele di Eboli è joie de vivre. L’Atlantico Tour è universale

“Qui, in Campania, vincete a mani basse. Non c’è storia!”

Forse non si aspettava neanche lui un’accoglienza simile, le ovazioni del pubblico che ha cantato a squarciagola tutti i brani in scaletta. Decibel schizzati al massimo come mai avvenuto nelle altre date dell’”Atlantico Tour 2019”, neanche a Milano, neanche a Roma.

Marco Mengoni, al PalaSele di Eboli, ieri sera ha regalato ai suoi fan, arrivati da tutta la Regione e non solo, uno show esplosivo di 2 ore interpretando i suoi grandi successi e gli inediti di “Atlantico”, l’album della maturità in cui l’artista di Ronciglione si è fatto conquistare e contaminare dai suoni latino-afro del Sud del Mondo.

Mengoni, vestito di bianco, ha messo subito le cose in chiaro: “se avete voglia di cantare, ballare o pogare, beh, siete liberi di farlo”. E il pubblico, di tutta risposta, non si è fatto pregare e lo ha omaggiato subito intonando e dedicandogli il celebre refrain di “’O surdato ‘nnammurato”… oi vita… oi vita mia…

Noi campani abbiamo la musica nel sangue, c’è poco da fare. Benvenuto… Marco!

In apertura dello show, l’artista ha interpretato due successi dall’ultimo lavoro discografico: le hit “spaccaclassifiche” “Muhammad Ali” e “Voglio” che ieri sera hanno scaldato il pubblico creando fin da subito empatia con l’artista, un fil rouge che si è mantenuto intatto fino alla fine.

Mengoni ha alternato i pezzi di “Atlantico” (nota di merito per le esibizioni colorate e carioca di “Amalia” e “La casa Azul”) ai successi del suo incredibile percorso artistico in un crescendo di suoni, luci, colori. Boato del pubblico che ha cantato, fino a far esplodere il PalaSele, sulle note di “Ti ho voluto bene veramente”, “Pronto a correre”, “Parole in circolo”, “Guerriero”, “Non passerai”, “Esseri umani”, “Credimi ancora” e di tutti gli altri pezzi in scaletta.

Ma è sulle note di “Io ti aspetto” che il pubblico è andato in visibilio regalando all’artista un’esibizione che mai dimenticherà: il pubblico che quasi sale sul palco con l’artista per un’esibizione in cui viene cancellato il limite di demarcazione tra le due entità. Una festa della musica, un tripudio di applausi. È la joie de vivre.

Coronamento finale il capolavoro “L’essenziale” con cui Mengoni ha vinto il Festival di Sanremo nel 2013 e la più recente “Hola (I Say)” che l’artista ha interpretato al pianoforte creando un’atmosfera corale e intimista allo stesso tempo.

Non sono mancate sorprese inaspettate durante il concerto quando, per esempio, ha voluto omaggiare la storia musicale cubana da cui ha attinto a piene mani per il suo ultimo lavoro, interpretando la sempre immortale “Chan Chan”, marchio di fabbrica del progetto Buena Vista Social Club, canzone che, su stessa ammissione dell’artista, lo ha ispirato per il suo singolo “Buona Vita”: “una canzone che è venuta a bussarmi di notte”.

Deliziosi i “mash-up” con i successi mondiali di Adele e Stevie Wonder. Nel primo caso “Someone Like You” che contamina “Dove si vola”. Nel secondo caso “Pastime Paradise” che incrocia sulla sua strada “Credimi ancora”. A conferma che la musica parla un linguaggio universale, un linguaggio che trascende le coordinate spazio-temporali consacrandosi all’eterno, all’immortalità.

Eterna come la data di Eboli dell’Atlantico Tour 2019 di Marco Mengoni.

Eterno come l’amore dei due novelli sposini in platea che hanno voluto coronare il loro sogno d’amore regalandosi una serata di musica e vibrazioni positive.

Un ringraziamento speciale ad Anni ‘60 Produzioni

 

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