La storia della Santa Rosa, il dolce nato nel 1600 in un convento di Conca dei Marini

la sfogliatella Santa Rosa

E’ uno dei dolci tipici della tradizione italiana più famoso al mondo ed è nato in provincia di Salerno, a Conca dei Marini. E’ la sfogliatella conosciuta come Santa Rosa dal nome della Santa a cui era dedicato il Convento di Conca in cui, nel 1600, fu inventata la “mamma” di tutte le sfogliatelle, fragrante in bocca e con un morbido ripieno di crema pasticciera e amarene candite.
La suora cuoca, spinta dalla necessità di non sprecare nulla decise di utilizzare il semolino cotto nel latte, avanzato dal pranzo, preparando un impasto a cui aggiunse frutta secca, zucchero creando una sacca a forma di cappuccio di monaca in cui inserì il composto. Una volta cotto il dolce, lo impreziosì con crema e amarene. 

Per oltre un secolo e mezzo, la ricetta della sfogliatella Santa Rosa rimase custodita nelle mura del convento fino a quando un pasticciere napoletano, Pasquale Pintauro, riuscì ad ottenere la ricetta originale. Ne eliminò le amarene e la crema pasticciera, creando la variante “riccia” della sfogliatella composta da centinaia di strati di pasta sfoglia ripiena di semola, uova, ricotta, canditi, latte e zucchero.

Vi è poi una terza variante della sfogliatella, conosciuta come “liscia”, che unisce le caratteristiche delle prime due. E’ realizzata in pasta “frolla”, come la primissima santa Rosa ma ha il ripieno della sfogliatella riccia.

Ersilia Gillio e Mario Amodio, giornalista ed esperto enogastronomico, vi raccontano la storia della Santa Rosa nella puntata di oggi di Eccellenze Salernitane in Tavola

La storia della Santa Rosa a Conca dei Marini con Mario Amodio

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