Litorale campano, per l’Arpac il 7% del campione acqua ha superato limiti balneabili

Il 23% delle acque di balneazione della Campania quest’anno è stato interessato da un divieto imposto dall’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, che ha prelevato 2.700 campioni di acqua marina lungo l’intero litorale campano, nel corso dell’ultima stagione di balneazione.

Terminati i controlli sui campioni, suddivisi in 330 “acque di balneazione”, per l’Arpac si parla di “divieti temporanei causati anche dalle piogge”. Sono stati 202, poco più del 7% del totale, i campioni del monitoraggio 2018 che hanno superato i limiti di legge per i parametri che determinano la balneabilità.

Stefano Sorvino, commissario straordinario dell’Arpac, ha spiegato che se alcuni tratti di mare finiscono in divieto è il segno di un sistema di controlli attento, condotto dall’Agenzia secondo i dettami della normativa vigente. Molti divieti di balneazione, del resto, sono durati pochi giorni, causati dalle piogge che hanno sovraccaricato il sistema fognario.

La stagione balneare 2018, secondo l’Arpac, ha messo in evidenza alcune carenze infrastrutturali, in particolare quelle dei sistemi a fogna mista, dove le acque pluviali non sono separate dalle acque di fogna: quando, per effetto delle piogge, la portata dei reflui aumenta in maniera eccessiva, gli impianti di depurazione vengono by-passati per evitare danni. Quest’anno non sono mancate le notizie positive come nel caso di Atrani, Minori e di Battipaglia dove alcuni tratti costieri precedentemente classificati di qualità ‘scarsa’ sono stati recuperati alla balneazione grazie ai lavori di adeguamento delle infrastrutture fognarie.

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