L’improbabile Campania senza De Luca. Riflessioni

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Il dilemma ora è cosa accadrà alle regionali in Campania. Assodato il dato definitivo, per le elezioni Europee in Campania, che hanno visto prevalere il Pd, seguito dal Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia.

Dunque, a conti fatti, Vincenzo De luca, continua a mantenere saldo il rapporto con il suo elettorato, quello del Pd innanzitutto. Il risultato delle elezioni europee in Campania racconta che su 2.117.884 di cittadini che sono andati alle urne, per un totale del 44 per cento degli aventi diritto, il primo partito con 439.558 voti è il Pd col 22,20%. Seguono Movimento 5 Stelle con il 20,77%, Fdi col 19,41%, Forza Italia-Noi Moderati col 10,82”, Alleanza Verdi Sinistra con il 6,97%, Stati Uniti d’Europa con il 6,79%, Lega Salvini premier con il 5,77% Sotto il quorum ci sono poi Azione-Siamo europei al 3,88, Pace terra e dignità all’1,70, Libertà allo 0,76, Partito Animalista-Italexit per l’Italia allo 0,66 e Alternativa Popolare allo 0,25. Una considerazione doverosa è che l’attacco costante degli esponenti di Fratelli d’Italia a De Luca in questi lunghi mesi di campagna elettorale, hanno prodotto l’unico risultato di consolidare la figura ed il sostegno dei cittadini campani, quelli di centrosinistra certamente, nei confronti del governatore De Luca. Da Napoli poi parte un messaggio chiaro anche alla direzione Pd di Roma. In Campania, senza De Luca, non si va lontano. Le indicazioni impartite da Napoli ai sostenitori di De Luca sono state chiare. La risposta degli elettori altrettanto chiara. A livello provinciale Pd primo partito ad Avellino, a Caserta, a Napoli e Salerno. A Benevento la compagine della leader Schlein è, invece, seconda dietro Stati Uniti d’Europa.

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Per quanto riguarda i sindaci poi, lo scrutinio fonale di ieri consegna un’altra indicazione chiara: nei Comuni del Salernitano, dove si è votato anche per il rinnovo delle amministrazioni locali, il centrosinistra e il Pd vincono la sfida dei sindaci delle urne. Plebiscito per il bis di Franco Alfieri a Capaccio, nette le affermazioni di Francesco Squillante a Sarno e di Anna Petta a Baronissi che aveva un altro dem come antagonista, Picarone. L’unico tra i grandi comuni al ballottaggio è Nocera Superiore, dove tra due settimane si misureranno Gennaro D’Acunzi ed Enrico Bisogno. Conferme a valanga dei primi cittadini uscenti anche nei centri minori. Fatta salva la rielezione di Sonia Alfano, esponente storica di FdI il resto dei sindaci sono tutti, o quasi, del centrosinistra. E’ dunque un fatto che la classe dirigente locale è solida nel centrosinistra e poco consistenze nel centrodestra. Infine, ultima indicazione, la batosta elettorale per la Lega in Campania, rispetto alle precedenti Europee del 2019 infatti la Lega in Campania passa dal 19 per cento a poco meno del 6. Un fallimento assoluto per la classe dirigente del partito in Campania. Dunque cosa accadrà alle prossime regionali in Campania, con De Luca che chiede il terzo mandato, con il Pd nazionale restio a concederglielo e con gli attacchi trasversali delle forze di governo nazionale? 

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