LETTO ALLA RADIO – FLAVIA AMABILE PRESENTA FIORDAMALFI

E’ Flavia Amabile, giornalista e scrittrice, la prossima ospite della rubrica Letto alla Radio, in onda il lunedì alle 16.40 su Radio Alfa, nell’ambito della trasmissione Alfa Fedeltà. “Ripartire dai limoni”: il nome scelto per il tour che l’autrice sta compiendo in giro per l’Italia dopo aver dato alle stampe il libro, è anche la chiave di lettura per risolvere un grave problema della Costiera Amalfitana, vista non tanto e non solo come la Divina Costa amata da tutti, ma come una terra che rischia di essere senza futuro per via delle trasformazioni che sta subendo. Amabile, nel suo libro che è un omaggio alla sua terra d’origine, sottolinea che la costiera è a rischio per via del fatto che stanno lentamente scomparendo i tipici terrazzamenti creati nei secoli dall’opera certosina di tanti agricoltori, che da un lato hanno dato una stabilità al territorio, dall’altra hanno contribuito alla produzione dei rinomati limoni da quali tanto giovamento ha tratto l’economia. Nel romanzo Flavia Amabile sottolinea che “uno dopo l’altro stanno scomparendo protagonisti, paesaggi, luoghi, forse anche memorie, di una terra di agricoltori coraggiosi e decisi, che hanno realizzato un’opera maestosa, piegare la roccia fino a trasformarla in chilometri e chilometri di giardini di limoni unici al mondo”. La giornalista evidenzia che ormai sono in pochi a coltivare la terra, che più di un terrazzamento di limoni su due è abbandonato, che nove agricoltori su 10 hanno più di 45 anni, che in totale gli agricoltori saranno 300, soltanto il 3% della forza lavoro della zona e che il calo della produzione è ininterrotto ormai da più di trent’anni. Per questo la Costiera Amalfitana, secondo Amabile, come è ora “rischia di essere una terra senza futuro, una terra di alluvioni come quella di Atrani dello scorso settembre dovuta ad incuria ed indifferenza e costata la vita ad una ventenne. E’ una terra dove si abbandonano le terrazze di limoni, si costruiscono parcheggi e si seppelliscono i fiumi”. “E se pensate – spiega l’autrice – che si tratti di una terra lontana e che si tratti di un discorso che non tocchi il resto d’Italia, basti guardare a quanto accaduto a Vicenza. Pensate all’incuria del paesaggio e delle bellezze di tutta l’Italia e vi renderete conto che occuparsi della Costiera significa occuparsi di noi italiani”.

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