LETTO ALLA RADIO – Dario Vassallo parla del ‘Sindaco Pescatore’

Ritorna su Radio Alfa l’appuntamento con Letto alla Radio, la rubrica dedicata ai libri, che dal prossimo lunedì andrà in onda alle 21 e in replica la domenica alle 20. Il libro di cui si parlerà nell’appuntamento del 5 settembre è “Il sindaco pescatore”, dedicato ad Angelo Vassallo, scritto a quattro mani dal fratello Dario, che con la Fondazione istituita nel nome del primo cittadino cilentano porta in giro per l’Italia i valori e l’esempio del congiunto barbaramente ucciso, insieme al suocero Nello Governato, ex centrocampista della Lazio, con la prefazione di Riccardo Iacone. Il libro (144 pagine, 17 euro), edito da Mondadori, nasce dall’idea di mantenere vivo il ricordo della figura di Angelo Vassallo, e rendere omaggio ad una persona fortemente legata alla sua terra. Nel libro si raccontano episodi e aneddoti della vita del sindaco-pescatore: ci sono interviste rilasciate dal sindaco ai giornali e le testimonianze di coloro che hanno scelto di operare sulla scia di quanto fatto da lui. “Il libro – afferma Governato – nasce per mantenere vivo il ricordo di Angelo, è un lavoro di documentazione fatto giorno dopo giorno con mio genero che parla in prima persona. Io mi sono limitato a raccontare ciò che lui mi ha raccontato ogni qualvolta era libero dal lavoro”. Dal libro viene fuori “l’immagine di un uomo generosissimo, che per fare politica ci ha rimesso un sacco di soldi. Ciò che guadagnava da sindaco lo spendeva per tenere i contatti con la gente, pagava a tutti il caffè al bar, anche a quelli che poco prima aveva sgridato perché non avevano parcheggiato bene. Un uomo amante degli animali, stava sempre con Fortunella e a casa aveva altri dodici cani, molto preciso, voleva che tutti avessero i gerani alle finestre perché diceva che con quel tipo di strutture stavano bene. Vassallo però non si limitava solo a sgridare chi parcheggiava male ma più di una volta è intervenuto per cacciare via da Acciaroli gli spacciatori di droga. Andava personalmente sul pontile per mandarli via, certo, può essere stata una vendetta. Anche perché nell’ucciderlo è stato consumato un odio particolare. Sette colpi di pistola a bruciapelo: c’è stata la strage della persona”. “Mio fratello – aggiunge Dario Vassallo – mi raccontava spesso che non ce la faceva più a dover difendersi contro altre parti dello Stato come Soprintendenza, Demanio, Capitaneria di Porto. Credo che sia andato almeno cento volte al tribunale di Vallo a rappresentare il comune. C’era, che so, una denuncia sui lavori al porto e allora il magistrato fermava i lavori e stabiliva che un pontone prelevasse dieci massi per analizzarli, verificare se contenevano plastica, come era stato denunciato. La plastica naturalmente non c’era ma così si perdeva solo un sacco di tempo.

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