Lettere dal Fronte. La storia di Michele Paladino di Sala Consilina

Era giovane Michele Paladino.

Era il 1943.

Un giovane del sud partito per la Guerra.

All’epoca mai nessuno gli aveva neppure spiegato cosa fosse la Guerra. Ma lui, come altre migliaia di giovani lasciarono le loro famiglie, le fidanzate e le mamme, quel suo primo lavoro, orgogliosi di servire il loro Paese. Andarono in Guerra. Il fronte però ben presto si rivelò agli occhi di quei giovani come un luogo di morte e di sofferenze.

Lui, Michele, originario di Sala Consilina, nel Vallo di Diano, dove era nato il 29 novembre del 1915, nonostante i combattimenti, gli attacchi costanti degli inglesi, era sul fronte orientale, in Africa, trovava il tempo di scrivere lettere alla madre, alla famiglia.  

Lettere dal fronte per raccontare la Guerra. Inchiostro, sudore e sabbia. Lettere per descrivere ogni giorno cosa accadeva, le persone che incontrava. Lettere che raccontano le sue impressioni, le sue preoccupazioni per quella Guerra che con il passare del tempo diventava sempre più amara, dura, persino incomprensibile.

Una splendida grafia, un attaccamento morboso alla sua Patria. Righe di inchiostro che parlano.

“Tutte le notti vengono a farci visita i signori inglesi che un giorno o l’altro faranno la fine di sicchitiello. Vengono a bombardare con l’apparecchi e con la marina e giorno e notte si sta con l’orecchio teso” così scriveva Michele.

Righe che raccontano la paura per ciò che può accadere da un momento all’altro. Righe che raccontano però anche l’orgoglio di essere italiani.

“Siamo orgogliosi di vedere la Patria grande e la vogliamo sempre più grande” racconta Michele.

Un ragazzo di Sala Consilina catapultato nella guerra nel deserto, nel nord Africa tra Egitto e Libia dove insieme alle truppe tedesche affrontarono gli inglesi. Michele, sotto il comando del maresciallo Rodolfo Graziani, tra le fila di un esercito insufficientemente equipaggiato, ma fiero ed orgoglioso, combatté la campagna d’Africa fino a quando le forze britanniche del generale Archibald Wavell, modernamente armate e molto mobili, passarono alla controffensiva e sbaragliarono l’Esercito italiano in Cirenaica. Ragazzi che hanno fatto la storia.

Nel marzo del 1941 Michele incrociò i destini del cosiddetto Afrikakorps guidato dall’abile generale Erwin Rommel. Michele fu testimone dei combattimenti ad El Alamein dove l’armata italo-tedesca perse 25.000 uomini.

Morti. Troppi, Tanti feriti. 30.000 prigionieri tra cui il giovane Michele Paladino.

La storia di Michele e le sue lettere sono patrimonio comune anche grazie a Mario Ottobrino, socio dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo) di Salerno che le ha divulgate.

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