Le opere rubate dalle chiese distrutte dal terremoto de L’Aquila, trovate nelle ville della Costiera Amalfitana

“Salerno è diventato un crocevia per questo mercato spregiudicato, ma con il lavoro di squadra, i risultati lasciano ben sperare”.

E’ quanto dichiarato questa mattina dal procuratore aggiunto a Salerno, Luigi Cannavale nel corso della conferenza stampa a Roma per illustrare l’esito di un’importante operazione attraverso la quale sono state individuate e recuperate importanti opere d’arte rubate.

Beni di enorme valore artistico trafugati dalle chiese dichiarate inagibili dopo il terremoto che sconvolse L’Aquila nel 2009 e per anni esposte nei saloni delle lussuose ville della costiera amalfitana.

Nel mercato parallelo delle opere d’arte hanno indagato i Carabinieri fino a ricostruire alcuni dei furti perpetrati negli ultimi 20 anni. Tele e pale d’altare rubate e finite nelle mani di ricettatori senza scrupoli che poi le hanno vendute a collezionisti disposti a pagare cifre enormi. 

Sono 37 le opere recuperate dai carabinieri del Comando tutela patrimonio artistico. Di particolare importanza cinque pale d’altare del XVII-XVIII secolo, rubate da due chiese della provincia de L’Aquila e due tavole, parte del polittico del XVI secolo della Chiesa “San Rocco” di Formia attribuite a Geronimo Stabile e risalenti al 1540.

Le opere sono state trovate in primis identificando i collezionisti e i ricettatori e poi verificando la corrispondenza tra i tesori custoditi nelle ville e quelle la cui scomparsa è stata segnalata dalla banca dati in possesso del Ministero. Tre le persone finora denunciate.

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