
L’agricoltura campana si regge sempre più sulla manodopera straniera, ma a Salerno l’occupazione diventa più stabile. È la fotografia scattata questa mattina dalla Flai Cgil Salerno, che ha presentato i nuovi dati sul lavoro nei campi.
La provincia si conferma il vero motore agricolo della regione, assorbendo da sola oltre 27mila addetti. Il dato più incoraggiante, in un settore storicamente precario, riguarda proprio la stabilità: nel salernitano si registra il record regionale di giornate lavorate, con una media che supera quota 110 all’anno.
Quasi un lavoratore su tre gode della massima fascia di garanzia, superando le 151 giornate annue.
A cambiare profondamente, però, è l’identikit di chi raccoglie i nostri prodotti. Le campagne parlano lingue diverse: a fronte di un calo della manodopera italiana, nel salernitano spicca l’aumento dei lavoratori extracomunitari. In particolare, si registra la più alta concentrazione regionale di braccianti di origine marocchina, che da soli rappresentano ormai il 18% dell’intera forza lavoro agricola locale.
Le parole del segretario Bottiglieri
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