L’acqua pubblica e il rifiuto di politiche energetiche legate al nucleare, si riaccende il dibattito anche a Salerno

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Sono trascorsi dieci anni dal referendum sui beni comuni, l’acqua pubblica e il rifiuto di politiche energetiche legate al nucleare. In Campania i due quesiti relativi ai processi di privatizzazione e al profitto sull’acqua furono approvati dal 97,8% dei votanti.

La mobilitazione della CGIL a sostegno dell’acqua come bene comune

Un risultato straordinario frutto della mobilitazione di comitati di cittadini, associazioni, movimenti, sindacati, amministrazioni democratiche e singoli cittadini. Una mobilitazione nella quale la CGIL ha svolto un ruolo decisivo a sostegno di una visione diversa che ha riaffermato il concetto dell’acqua come bene pubblico fondamentale da sottrarre alle logiche del profitto. Così in una nota della CGIL Campania, sui dieci anni dal referendum sulla pubblicizzazione dell’acqua.

 

A Radio Alfa ne abbiamo parlato con Arturo Sessa, segretario CGIL Salerno

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Arturo Sessa CGIL Salerno
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.

 

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