La tendenza ad “arrangiare” che fa male al nostro turismo. Le riflessioni di Eduardo Scotti

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Con il nostro editorialista Eduardo Scotti, oggi una riflessione sulla tendenza ad “arrangiare” che fa male al nostro turismo.

L’enogastronomia, l’ospitalità locale e la qualità delle strutture di alloggio sono gli elementi più apprezzati dai turisti italiani e stranieri che visitano la provincia di Salerno; l’efficienza dei trasporti locali appare migliorabile. Al terzo trimestre del 2023, le registrazioni di imprese turistiche sono aumentate dell’1,9%, quasi 300 unità; mentre gli addetti della filiera sono diminuiti del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. Si amplifica il fenomeno Airbnb, sia in termini di quantità di strutture +13,6%, sia per volumi economici generati +32%.

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Nel corso della Bit 2024 di Milano, la tre giorni della manifestazione fieristica italiana di riferimento del comparto turistico, allo Stand Campania (Padiglione 3) nell’ambito dei diversi eventi e talk con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio, in particolare i borghi salute e benessere e il turismo sostenibile della Regione Campania, è stata presentata un’interessante ricerca focus sulla provincia di Salerno “Quanto pesa il turismo salernitano? Dati, nuovi strumenti di analisi Artificial Intelligence Based e tutte le opportunità dell’Ecosistema Digitale del Turismo e d’Italia”. Interessanti i risultati. I turisti italiani pesano per più della metà del totale (55%): il Salernitano rimane prediletto da turisti occidentali, in primis dal Nord America (19%). Tra i turisti che soggiornano in provincia di Salerno, primeggia la motivazione culturale (29,9%), seppur inferiore alla media regionale e nazionale. Salerno spicca per balneare (26,9%), enogastronomia (21,5%), shopping e rapporto qualità prezzo sulla media nazionale.

L’analisi sentiment mostra un livello di soddisfazione turistica molto alto (87%) ma che sottolinea il cambio di generazione dei turisti e del loro approccio al turismo: l’esperienza tradizionale e i servizi classici presentano margini di miglioramento e innovazione. Internet è il canale che influisce di più sulla scelta della destinazione (50,3%): i millennial e la generazione Z tendono a verificare sempre le informazioni su internet prima di prenotare una vacanza. Il Salernitano, più della provincia di Napoli, riesce a fidelizzare tramite l’esperienza personale e l’attività delle guide turistiche. L’identikit del turista in Campania del 2023 è giovane, in coppia, medio spendente e soddisfatto della sua scelta. La metà dei turisti della Campania, nel 2023, appartiene infatti alla generazione Y e Z (nati dopo il 1981): secondo le stime, entro il 2030 rappresenteranno il 70% del mercato turistico globale. Nei mesi estivi la maggior parte del turismo è straniero (prevalentemente dal Nord America 30%), d’inverno più turismo italiano (64%): la Campania rimane legata ad un concetto di long-break all’estero, mentre gli italiani cominciano ad apprezzare le potenzialità della vacanza fuori stagione.

 

Dunque è il turismo la risposta ai problemi occupazionali e di sviluppo del salernitano? Si, potrebbe esserlo si. Ma ci sono troppe cose da migliorare, alcune addirittura da cambiare radicalmente. Pochi esempi: se i numeri dicono che i turisti stranieri che scelgono il nostro territorio provengono dal nord America, è quantomeno necessario che ci sia una diffusa conoscenza dell’inglese; viceversa questa è una pecca enorme nel livello di servizi offerti dai nostri territori. In secondo luogo, se chi sceglie di venire dalle nostre parti, entro il 2030 si stima sarà il 70% del mercato turistico globale, sono giovani nati dopo il 1981, è necessario che il territorio offra servizi di collegamento e trasporto consoni all’età digitale. Inimmaginabile che ci siano aree completamente isolate del territorio, sia dal punto di vista della viabilità che dai servivi di rete, basti pensare alle aree interne della provincia. Infine, la differenza, su un mercato che è addirittura inflazionato dall’offerta di turismo della natura, del relax e dell’enogastronomia, la può fare solo l’alta qualità. Ma anche su questo fronte le inefficienze presenti nel salernitano sono molteplici.

Operatori improvvisati e tendenza ad “arrangiare” non sono certo un buon biglietto da visita. Infine, ma non ultima, la mentalità. Troppi giovani, in età, sono vecchi ed obsoleti nell’agire e nel pensare; retaggio di una cultura assistenziale fiorita grazie alla politica della metà anni ’70 e negli anni ’80 che dalle nostre parti ha lasciato cicatrici enormi. Distanti e contrapposti invece che collaborativi e propositivi. Se i giovanissimi sono disinteressati i quarantenni sono addirittura incompetenti. E’ da qui che bisogna partire, ma da subito, per non sprecare l’opportunità di cambiare il presente ed il futuro della nostra terra. Il resto, sono chiacchiere figlie dell’arrangiare, che fa male. Di questo abbiamo discusso con il nostro Eduardo Scotti
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Scotti su turismo
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.

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