La scuola terreno di scontro sociale e politico nel nostro Paese. Le riflessioni di Angelo Di Marino

Skill Alexa di Radio Alfa per dispositivi Amazon Echo
Eventi e appuntamenti a Salerno e provincia

Sapri, pesca in Campania

Con il nostro editorialista Angelo Di Marino, oggi una riflessione sul mondo della scuola, l’integrazione, l’immigrazione e la politica.

E’ ancora una volta la scuola, il terreno di scontro sociale e politico nel nostro Paese. La scuola che certamente è la fotografia di un paese in evoluzione, dal punto di vista demografico, sociale, economico e culturale. Si è deciso quindi non di difendere la scuola come patrimonio collettivo di integrazione, contaminazione culturale e crescita sociale, ma come luogo dove è a rischio la “razza” e l’identità. Insomma, una società che si impoverisce, persino di italiani che di figli non ne fanno e non ne vogliono nemmeno, che quindi deve fare i conti con il cosiddetto inverno demografico, potrebbe avere una via d’uscita, l’immigrazione, che se accolta ed integrata nel modo giusto e doveroso, potrebbe e dovrebbe essere l’arma vincente per superare le troppe difficoltà che vive un Paese come il nostro, più in generale quei paesi occidentali del “vecchio continente” in perenne lotta per l’agognato benessere economico molto al di sopra delle reali possibilità.

Fasano Corp. S.r.l. Teggiano

Ma entriamo nel merito della questione. La “bomba” è stata lanciata, come spesso accade, dal leader della Lega Matteo Salvini. La proposta è di mettere un tetto del 20 per cento agli alunni stranieri per classe, nella scuola italiana. Stessa posizione rimarcata anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione, ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani”, ha detto il ministro. Insomma, lo si capisce bene, questa è una bomba di quelle leghiste, lanciate in un momento di campagna elettorale, che riaccende quelle ideologie identitarie e sovraniste che spesso hanno visto nel mirino del carroccio, i meridionali, gli zingari, i neri, insomma tutti coloro che in un modo o nell’altro, sono nati ed hanno origine a sud del “Rubicone”. Diciamolo subito, per quanto possa essere un’idiozia questa visione del mondo nostrano, ancor più se arriva da due figure di primo piano del Governo, il vice-primo ministro e il ministro per l’istruzione, non sfugge a nessuno, almeno a quelli che i leghisti di Pontida di hanno conosciuti, che questa è l’ennesima trovata di marketing politico ideologico della Lega alla ricerca di consensi. Insomma non spaventiamoci, l’urgenza identitaria leghista “non passerà”. Intanto perché gli italiani nono molto meglio di quanto i leghisti immaginano. In secondo luogo perché la scuola per gli italiani è “cosa seria”. Guardiamo ai numeri che forse ci aiutano a comprendere anche meglio come stanno le cose.

Nell’anno scolastico 2021/2022 nelle scuole non statali sono presenti oltre 81 mila alunni con cittadinanza non italiana mentre la presenza degli studenti italiani ammonta a quasi 901 mila unità. Si può quindi già dire così che la scuola italiana sia ampiamente “a maggioranza” italiana. Inoltre in tutte le scuole in Italia, nel 18% dei casi non è presente neppure uno studente straniero. Come se non bastasse poi, è necessario ricordare che in Italia, anzi nella scuola italiana, esiste già un limite al numero di alunni stranieri per classe, fissato al 30 per cento, lo prevede una circolare del 2010, e questo limite può essere ristretto o allargato a seconda delle necessità, in esito di una equilibrata distribuzione degli allievi con cittadinanza non italiana tra istituti che insistono sullo stesso territorio”. Ad oggi, quindi, per essere chiari, nelle scuole italiane, di ogni ordine e grado, a conti fatti, più del 75% delle stesse, ha meno del 15% di studenti stranieri. Dunque è chiaro, parliamo del nulla. Anzi no; qui la cosa si fa interessante, ancora una volta, come è evidente, si è scelto di mettere in campagna elettorale la scuola, non per i problemi seri da risolvere, ma semplicemente cogliendo l’occasione di una scelta, legittima tra l’altro, fatta da un Consiglio d’Istituto, in merito ad una giornata di chiusura della scuola, per l’occasione di una festività musulmana. Insomma, invece di preoccuparci del vero problema che vive la scuola italiana, ossia che in dieci anni dai 7,4 milioni di studenti del 2021 si scenderà a poco più di sei milioni, al ritmo di 110-120mila ragazzi in meno ogni anno, con le conseguenze chiare ed immaginabili per tutti, in tema di denatalità, creiamo un altro spauracchio identitario al solo fine elettorale. Piuttosto che intensificare i corsi di italiano per stranieri con l’assunzione di altri docenti, una soluzione che in tutti gli stati si applica per favorire l’integrazione, ci scagliamo contro la presenza di bambini, spesso nati in Italia da famiglie straniere, facendoli sentire sempre più emarginati e ghettizzati.

Chiaro che per le politiche sovraniste e identitarie, anche questo serve. Insomma creiamo il nemico così abbiamo una guerra ideologica da combattere. Eccolo il mantra leghista che per anni ha individuato i meridionali come “nemico” italico, ora che servono i voti anche degli elettori del sud, meglio puntare sugli stranieri, anzi sui bambini stranieri. Se questa non è stupidità, allora ditemi voi di cosa si tratta. Solo per la cronaca, il caso è scoppiato a pochi giorni di distanza dalla vicenda della scuola di Pioltello, nel milanese, chiusa per la fine del Ramadan, il 10 aprile. Scelta che ha avuto anche l’apprezzamento per la decisione, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che viceversa guarda all’integrazione come valore sociale di un Paese, il nostro, in grossa sofferenza in tema di denatalità. Per far rispettare gli usi, i costumi e cultura italiana a qualsiasi individuo che vuole vivere in Italia, occorre farlo sentire italiano. Fin quando lo si emargina, lo si discrimina, lo si fa sentire diverso, non si fa altro che farlo sentire straniero. I meridionali che vivono al nord, sanno bene di cosa stiamo parlando. Di questo abbiamo discusso con Angelo Di Marino
Ascolta
Di Marino su scuola e politica
Il file audio (podcast) di questa notizia scadrà dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Successivamente sarà possibile richiederlo via Email.

Unisciti gratis al canale WhatsApp e Telegram di Radio Alfa, per ricevere le nostre notizie in tempo reale. Ci trovi anche su Google News.
Se trovi interessante questo articolo, condividilo sui tuoi social e segui Radio Alfa anche su FacebookInstagram, X e YouTube.
Non esitare a lasciare un tuo commento ai nostri articoli.

Skill Alexa di Radio Alfa per dispositivi Amazon Echo
Sapri, pesca in Campania
Eventi e appuntamenti a Salerno e provincia

Lascia un Commento