Intimidazioni agli amministratori locali, Campania prima in classifica per il terzo anno

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Per il terzo anno consecutivo la Campania si conferma la regione in cui si è registrato il maggior numero di intimidazioni a livello nazionale contro amministratori locali, con 92 casi censiti nel 2019.

Segue la Puglia che, con i suoi 71 casi, ha fatto segnare il maggior incremento di tutto il territorio nazionale rispetto al 2018. Terzo posto per la Sicilia con 66 casi censiti, regione in cui emerge un dato in netta controtendenza rispetto al recente passato avendo avuto un calo del 24%. Si conferma sui livelli dell’anno precedente la Calabria, con 53 casi. Il mese di aprile è stato quello in cui si è riscontrato il maggior numero di intimidazioni: 58. 

 

Una conferma di come il periodo della campagna elettorale – nel maggio 2019 sono stati chiamati al voto metà dei Comuni italiani – sia in assoluto il più difficile.

E’ quanto emerge dal rapporto ‘Amministratori sotto tiro’ realizzato da Avviso pubblico, che evidenzia come per la seconda volta siano stati censiti atti intimidatori in tutte le regioni italiane.

Nel 2019 sono stati censiti 559 atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali, uno ogni 15 ore: 83 le province coinvolte e 336 i Comuni colpiti, dato più alto mai registrato. Preoccupa, prosegue il rapporto, il raddoppio della percentuale di minacce rivolte ai candidati alle elezioni amministrative. In più di un’occasione le intimidazioni hanno indotto le vittime a decidere di rinunciare alla candidatura. L’87% delle intimidazioni censite nel 2019 sono state di tipo diretto. Nel 13% dei casi le minacce sono state di tipo indiretto. In questo caso sono stati colpiti municipi, uffici, strutture e mezzi adibiti al ciclo dei rifiuti, a servizi sanitari, idrici, elettrici e del trasporto pubblico. Tra le minacce di tipo indiretto, vanno annoverate anche le intimidazioni rivolte a collaboratori e parenti, come ad esempio genitori, mogli, mariti, fratelli e sorelle. Il personale della Pubblica amministrazione è stato nel mirino nel 27% dei casi totali; gli amministratori locali nel 56%. 

 

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