Indagini sugli aiuti ai migranti, coinvolta la Caritas. Don Vincenzo Federico ‘Accuse surreali’

Risultano indagati per peculato due esponenti campani della Caritas nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli che ha portato a Pozzuoli all’arresto dei coniugi Alfonso De Martino e Rosa Carnevale, con le accuse di essersi appropriati di oltre 1 milione di euro destinati all’assistenza dei migranti. I soldi sarebbero stati investiti nell’acquisto di immobili e schede telefoniche.

Accanto a queste due posizioni più gravi, secondo i magistrati napoletani è verosimile anche il coinvolgimento della Caritas di Teggiano-Policastro che gestisce delle strutture dove negli ultimi anni sono stati ospitati centinaia di immigrati, provenienti dall’Africa.

L’ipotesi investigativa si fonda sul presunto traffico di pocket money (le piccole somme di denaro da 2,5 euro al giorno a ciascun migrante): De Martino si sarebbe impossessato di tali somme acquistando schede telefoniche presso la rivendita di cui è titolare la sua compagna per un valore di circa 580mila euro.

Per l’accusa di peculato ha ricevuto una informazione di garanzia anche don Vincenzo Federico delegato campano della Caritas e responsabile della Caritas di Teggiano il quale, tramite il suo avvocato Renivaldo Lagreca, esprime “massima serenità e piena fiducia nella giustizia auspicando, però, che tutto possa definirsi in tempi rapidi, una rapidità almeno simile alla velocità con la quale – dice il legale- si è dato ampio risalto mediatico ad una ipotesi di accusa”

Secondo Lagreca, l'accusa nei confronti di don Vincenzo Federico è, a dir poco, surreale. Secondo il provvisorio capo di imputazione,  non è contestata la mancata consegna dei ticket money agli immigrati ma la loro spendita in schede telefoniche. L’avvocato spiega che sarà assai agevole per gli inquirenti verificare che nessuna ricarica telefonica ha interessato la Caritas di Teggiano-Policastro. Il legale di don Vincenzo auspica che tanto si possa fare con massimo puntiglio e velocità a tutela non solo dell'onore e decoro di persone perbene ma, soprattutto, perché – aggiunge l’avvocato Lagreca – la missione che quotidianamente svolgono don Vincenzo Federico ed i suoi collaboratori non può rimanere offuscata neppure da un sospetto.

Il legale chiarisce anche che “in tempi non sospetti fu proprio don Vincenzo Federico a segnalare al  Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione l'inopportunità di procedere con la consegna dei ticket money perché tale situazione – veniva fatto presente –  favorisce un mercato illegale dei poket money che vengono tramutati in contante trattenendo, da chi lo fa, una illecita provvigione”.  A fronte di tale preciso allarme – che è servito a far mutare il sistema – il procurato vilipendio mediatico è profondamente ingiusto. La Caritas, conclude Renivaldo Lagreca, non è meritevole di tanta offesa mediatica. 

Lascia un Commento